Cosa ci spinge a ritenere rilevante questo evento editoriale? Un’osservatore fugace e poco attento troverebbe, tra i libri in esposizione, due volumetti (i primi) dalla copertina nera, allestimento minimale, appeal improbabile. Ma già dalle foto e dai ritratti d’autore che, dalla copertina in brossura, sfidano l’austerità della presentazione, il lettore può intuire una promessa che vedrà avverarsi quando avrà cominciato a percepire le “affinità elettive” che legano autore e traduttore.
I primi due volumetti, con testo originale a fronte, disponibili da pochi giorni in libreria, sono: “Al faro” di Virginia Wolf, tradotto dalla mirabile Nadia Fusini e “La rima del vecchio marinaio”, di Samuel Taylor Coleridge, nella versione del grande poeta da poco scomparso Giovanni Giudici. Con le prossime uscite, il “Quaderno di appunti” di Katherine Mansfield tradotto da Elsa Morante e un “Apuleio” rivisto da Massimo Bontempelli, si profila un’opera di elevato valore letterario, da collezionare.
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