"Se non ricordiamo non possiamo comprendere"
E.M. Forster
Lo sterminio che coinvolse gli Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale costò la vita a due terzi degli Ebrei europei, circa sei milioni di persone. Un massacro com piuto in nome di un tragico ideale di superiorità della razza, quella ariana.
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| Cancelli di Auschwitz |
Ognuno di noi, nel suo piccolo, può dare un contributo per allontanare il più possibile il pericoloso oblio in cui rischiano di cadere i ricordi, se non li si mantiene vivi costantemente. Noi di Diario proponiamo ai lettori una breve introduzione sulla storia del popolo ebraico e una raccolta di libri per commemorare ciò che è stato e dare un piccolo contributo in onore della Giornata della Memoria, il 27 gennaio.
La storia del popolo ebraico è costellata di ostacoli, lunghi esodi e periodi di splendore. Per poterla comprendere pienamente è necessario leggere la Bibbia. E’ proprio in questo libro che sono contenute le tradizioni, le storie sui profeti e il credo degli Ebrei. Infatti la documentazione è molto scarsa e gli studiosi dibattono ancora oggi sull’interpretazione da dare ai dati biblici.
| G. Dore - L'ebreo errante |
Si può comunque dire che la storia ebraica iniziò da un gruppo di popolazioni semi nomadi, dedite all’agricoltura e alla pastorizia, che vissero nella terra denominata “Mezzaluna Fertile”. Queste tribù rimasero “imbottigliate”, schiacciate dalla presenza delle grandi civiltà che sorsero in questa parte di mondo. Il loro viaggio verso l’Egitto, dunque, sarebbe stata una semplice migrazione in cerca di prosperità. Erodoto ipotizzò che gli Ebrei fossero arrivati nel Paese al seguito degli Hyksos, che conquistarono il Nord dell’Egitto (XVII-XVI sec. a.C.). Ciò spiegherebbe il periodo di pace che gli Ebrei vissero fino alla riconquista del territorio da parte egiziana e l’avvento del Nuovo Regno.
Nel 1225 a.C. gli Ebrei tornarono in Palestina guidati da Mosè. E’ in questo periodo che venne stipulata “l’Alleanza” tra Dio ed il “popolo eletto”. Le 12 tribù di Israele si spartirono, nel 110 a.C. circa, gli attuali Palestina, Israele, Libano, Siria, Giordania e Siria, cioè il territorio allora conosciuta come “Terra di Canaan”. Il loro re fu il guerriero Saul. Si aprì cosi un periodo di prosperità e indipendenza. Le antiche tribù si urbanizzarono e il loro dominio si rafforzò con re Davide, che fece di Gerusalemme la capitale del suo popolo, e re Salomone, che costruì il Tempio di Gerusalemme. Questi due importantissimi regni abbracciano un arco di tempo che va dal 1010 al 933 a.C. Dopo questa fase di splendore il potere degli Ebrei iniziò a ridursi, a frammentarsi, divenendo vittima di antiche rivalità fra tribù per motivi religiosi, ma non solo, che portarono alla suddivisione in regni.
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| F. Hayez - la distruzione del tempio di Gerusalemme |
Dal 63 a.C. furono i Romani a controllare la regione, lasciando il potere giudiziario e amministrativo agli Ebrei. Nel 135 d.C., sotto l’imperatore Adriano, si verificò la diaspora definitiva del popolo ebraico, che fu in grado, nei secoli successivi, di fondare vere e proprie comunità in tutto il mondo. Non sempre gli Ebrei sono stati accettati davvero dai Paesi ospitanti, i pogrom avvenuti in Russia tra il 1881 e il 1921 che portarono alle migrazioni in Palestina (le “aliyot” in ebraico), ne sono la prova.
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| Celle della Risiera di S. Sabba (TS) |
"L'uomo dimentica. Si dice che ciò sia opera del tempo; ma troppe cose buone, e troppe ardue opere, si sogliono attribuire al tempo, cioè a un essere che non esiste. No: quella dimenticanza non è opera del tempo; è opera nostra, che vogliamo dimenticare e dimentichiamo."
Benedetto Croce, Frammenti di etica, 1922



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