sabato 4 febbraio 2012

Speciale “I Figli della Terra” di Jean M. Auel: aspettando l’uscita di “La terra delle Caverne Dipinte”

Cari lettori,
finalmente, a poco più di trent’anni di distanza dal primo libro, sta per arrivare in libreria il sesto e conclusivo capitolo della saga de "I Figli della Terra” di Jean M. Auel. Previsto per il 9 Febbraio, “La terra delle caverne dipinte” ha l’obbiettivo di chiudere il cerchio. Ayla e Giondalar, dopo aver attraversato mezza Europa, aver conosciuto genti di ogni dove, dagli usi e costumi molto diversi, hanno finalmente trovato il posto da poter chiamare casa, il posto in cui far crescere la propria famiglia. Un sesto capitolo di commiato, che non lascerà i numerosi fan insoddisfatti.



In occasione di questa uscita, Diario di Pensieri Persi, ha pensato di proporvi uno specialeRipercorreremo con voi la storia di questa meravigliosa ragazza dai capelli del colore dell’oro e dalla spiccata propensione per le lingue e la comunicazione con tutti gli esseri viventi. Grazie all’infaticabile team di traduttrici, vi regaleremo molti extra che l’autrice ha inserito nel suo sito ufficiale, così da non farvi perdere niente, anche se l’inglese non è il vostro forte. 
Sei libri, Sei post dedicati alla saga, Sei giorni per seguirci nella Preistoria, sulle tracce di Ayla, figlia della terra!
Sì, avete capito bene, sei giorni, perché questo speciale inizia oggi Sabato 4 Febbraio e si concluderà Giovedì 9, giorno dell’uscita di “La terra delle caverne dipinte”. Un libro per ogni giorno, un mare di extra e curiosità da associare ad ognuno di loro ed un finale imperdibile. 


Scoprirete che non ho agito da sola in questo progetto e che, come al solito, avrò da ringraziare le traduttrici che alla velocità della luce hanno aderito e si sono rese disponibili a tradurre la mole di roba che proponevo. Oltre a loro, c’è chi si è occupato delle immagini che, per una poco abile come me, risultavano irrecuperabili, oppure ha fatto collage di cover o ha realizzato il logo dell’evento. Altre ancora hanno fornito idee, consigli e molto altroTenete conto quindi, che la firma dei post è la mia, ma che alle spalle c’è stato un lavoro di squadra. Iniziamo quindi a ringraziare. Oggi tocca a Claire Queen,Valentina Bettio, Valentina Coluccelli e a Gabriella Parisi ad essere nominate. Ragazze, come sempre ottimo lavoro e grazie! Ora però, basta dilungarsi e non indugiamo oltre. Iniziamo ufficialmente questo speciale parlando del libro che ha dato il via a tutto: “Ayla fglia della terra”

AYLA FIGLIA DELLA TERRA
(The Clan of the Cave Bear)

Un devastante terremoto ha lasciato la giovane Ayla sola, ferita e sperduta in una terra selvaggia e popolata da animali ostili. Raccolta e cresciuta dal Clan dell'Orso delle Caverne, ben presto Ayla si distingue per la sua diversità: è alta, bionda, con gli occhi azzurri e, soprattutto, è intelligente. Lo scontro con i paurosi e retrogradi Testapiatta del Clan è inevitabile. Ma in Ayla gli altri riconoscono la donna prescelta dal destino, l'eroina che li guiderà nella lotta per la sopravvivenza, perché nel suo sangue scorre il futuro dell'umanità.
Ecco cosa si dice del libro sul sito di Jean Auel:
(traduzione a cura di Valentina Bettio, fatta in esclusiva per Diario di Pensieri Persi)
Il Clan dell’Orso delle Caverne 

Primo libro della Saga dei Figli della Terra

"Fantasioso, eccitante." — New York Times Book Review
"Jean Auel ha eseguito un piccolo miracolo." — San Francisco Chronicle
In questo primo libro dell’amata Saga dei Figli della Terra, Jean M. Auel trasporta i lettori a tempi che risalgono all’alba del genere umano e li proietta nel magnifico ed emozionante mondo di Ayla, una delle più notevoli eroine mai immaginate. Oltre 30.000 anni fa, in un mondo che conosciamo ma che non potremmo  mai riconoscere, una giovane bambina di cinque anni gioca da sola lungo la sponda di un torrente. Il suo mondo scompare improvvisamente, quando una catastrofico terremoto la lascia orfana in duro paesaggio dell’Era Glaciale. In un altro luogo, anche un gruppo di persone oggi note come Neanderthaliani scopre che il suo mondo è cambiato, poiché il terremoto ha distrutto la caverna che chiamava casa. Il gruppo deve, quindi, viaggiare alla ricerca di un nuovo luogo in cui vivere. E’ durante questa odissea che il Clan dell’Orso delle Caverne incontra Ayla, la bambina persa degli “Altri”, affamata e mezza morta a causa di un taglio alla coscia, infertole da un leone delle caverne intento a proteggere i propri cuccioli. Iza, una guaritrice del Clan, riceve il permesso di tentare di guarirla. Nonostante la gravidanza avanzata ed il pesante carico che sta già portando, Iza non lascerà la bambina in balìa degli elementi.  La donna la porta con sé e il Clan, determinata a guarirla e a sopravvivere a questa prova. Iza e Creb, l’anziano Mog-ur (mago), iniziano ad amarla e, quando Ayla impara non solo a vivere secondo lo stile di vita del Clan ma anche l’arte curatrice di Iza, anche gran parte del Clan inizia ad accettarla. Ma il giovane selvaggio ed orgoglioso destinato a diventare il prossimo leader del Clan vede la sua diversità come una minaccia alla propria autorità. Egli sviluppa un odio profondo e persistente per la strana ragazza appartenente agli Altri che vive in mezzo a loro ed è determinato ad ottenere la propria vendetta. Così inizia la storia epica di Ayla – bionda, occhi blu, gambe lunghe e modi aperti – considerata bizzarra e poco attraente da parte del proprio Clan adottivo.  I lettori possono trovare, nella storia di Ayla, quella che potrebbe benissimo essere la storia della sopravvivenza umana, in cui istinto, adattamento e conoscenze acquisite permettono ad Ayla di sopravvivere tra persone che non sono come lei, in una società che la vede come un’estranea, in un mondo in cui gli elementi, gli animali e l’inimicizia altrui trasformano la sopravvivenza giornaliera in una sfida  
Questo brano offre una visione chiara delle tematiche e della trama del libro, ma non rende in maniera ottimale quanto di più si nasconde dietro. Conosciamo Ayla sin dalla più giovane età, con lei sogniamo, piangiamo e impariamoPer lei sentiamo un groppo alla gola quando deve lottare per farsi accettare in un gruppo di persone tanto diverso, di lei ci inorgogliamo quando si dimostra superiore ad ogni aspettativa del Clan, con lei ci immedesimiamo quando la bile corrode acida la sua gola, ogni volta che Brud la tormenta.

La Auel tratteggia la protagonista con straordinaria chiarezza: i suoi pensieri, le sue paure ci arrivano dritti al cuore, senza filtri. La descrizione del territorio, ma in particolare degli usi e costumi degli uomini del Clan, sono qualcosa di unico per accuratezza ed efficaciaPare di vederla la Caverna del clan dell’Orso, con Iza intenta a curare qualche bisognoso, Creb immerso nelle sue meditazioni, Drug che fabbrica utensili, Brun e Brud che si apprestano a partire con il gruppo di cacciatori. L’uso di erbe a scopo medico, le tecniche di raccolta delle sementi o di caccia con la fionda, i rituali per la scelta dei totem e degli spiriti guida, vengono proposti naturalmente ed inseriti perfettamente nel loro contesto, risultando perfettamente verosimili. D’altronde Jean M. Auel ha studiato Archeologia, Paleontologia e Antropologia, materie che le hanno permesso di creare un lavoro sì di fantasia, ma di un’accuratezza storica invidiabile.
“Era alta circa un metro e quaranta, tarchiata, robusta di ossatura, con le gambe arcuate, forti, muscolose, ma camminava eretta sui piedi piatti, nudi. Le braccia, lunghe in proporzione al corpo, erano curve come le gambe.  Aveva un gran naso a forma di becco, mascelle sporgenti come il muso di un animale, e niente mento. La fronte bassa declinava in una testa lunga, larga, appoggiata su un collo corto, tozzo. Sulla nuca aveva una protuberanza occipitale molto sviluppata, che ne sottolineava la lunghezza.Una morbida peluria marrone, tendente ad arricciarsi, le copriva gambe e spalle, correndole lungo la parte posteriore della spina dorsale, e si infoltiva in una chima di capelli lunghi, piuttosto cespugliosi. L’abbronzatura estiva stava già cancellando il pallore invernale. Grossa, rotonda, intelligente, aveva gli occhi scuri affondati sopra le arcate sopraorbitarie sporgenti, animati di curiosità mentre affrettava il passo per vedere cosa evevano trovato gli uomini.”
Una Neanderthaliana, ma non una qualsiasi: questa è Iza, la donna-medicina del Clan della Caverna dell’Orso, che alleverà Ayla come se fosse sua figlia e che le insegnerà tutto ciò che sa sulle piante officinali e sull’arte di guarire. Impresa non da poco, perché per questi uomini del Clan, tutto è memoria regressa, fatta di gesti e ricordi, passati, come corredo genetico, di generazione in generazione. Ayla invece è diversa, la sua razza non ha la testa grande piatta, in cui l’antico sapere si affolla in attesa di essere risvegliato, lei deve imparare tutto dall’inizio, come in una tabula rasa. Sarà con grande sforzo e fatica che, la ragazza riuscirà a compensare il divario e a distinguersi per le sue doti di donna-medicinaSforzo che in futuro l’aiuterà, rendendola così versatile nella comunicazione e nelle lingue.

La linguaGià, la lingua sembrerebbe una barriera da poco, facilmente superabile con un pò di tempo. Ma se non si trattasse solo di suoni e parole diverse, ma piuttosto di segni? Il Clan infatti comunica attraverso i gesti, di mani e corpo, e sporadici suoni gutturali. Operazione non da poco, dunque, quella di estirpare la naturale propensione alla parola per trapiantarvi questo nuovo modo comunicativo. Ma i bambini sono delle spugne, e Ayla lo è ancora di più, con la sua voglia di sapere e di integrarsi.

Un libro, quello di “Ayla figlia della terra”, che non può lasciare indifferenti: per lo stile chiaro e fluido, la minuziosa ricostruzione storica, l’affascinante protagonista e per la tematica della diversità.  Ciò che importa è che lo leggiate guardando non solo al romanzo, ma ai fattori che lo hanno reso qualcosa di unico nel suo generePrendete la paletta e il pennello, e da bravi archeologi della letteratura iniziate a togliere la polvere e guardare più a fondo, scoprirete cose che neppure sospettavate. 

CURIOSITA'
Tra i diversi extra che è possibile ritrovare nel sito ufficiale dell’autrice, questo è uno di quelli che va a pescare nel passato. Non è un mistero che siano passati ormai poco più di trent’anni da quando le avventure di Ayla hanno incontrato gli occhi di un lettore, e mi ha particolarmente commosso poter vedere il manoscritto di questo libro. Se ci pensate, queste poche pagine messe a disposizione, e ora sotto gli occhi di tutti, hanno avuto un tempo in cui l’unico sguardo che le frugava frenetiche era quello di chi le aveva ideate. Ho trovato particolarmente carino questo fatto, così qual modo migliore per aprire questo speciale se non tornando dove tutto è iniziato? 


Il link che troverete di seguito vi porterà direttamente alla pagina in cui potrete sfogliare gli estratti scritti a macchina, e a seguire potrete leggere la traduzione dell’introduzione a questi ultimi, fatta da Gabriella Parisi in esclusiva per Diario di pensieri Persi.

 (Jean M. Auel sul Manoscritto Originale)
Il manoscritto originale della Ayla, figlia della terra, che fu inviato era lungo oltre le 850 pagine, all’incirca più di 200.000 parole dattiloscritte su fogli di carta da 20 libbre, perché era ciò che si richiedeva per presentare un manoscritto, se si voleva essere considerati dei professionisti. Esso includeva anche una bibliografia dei libri utilizzati per le ricerche, e una sinossi degli altri libri della serie, perché sapevo già prima di finire il primo che ci sarebbero stati sei libri. La ragione per cui lo sapevo era che dopo aver finito di leggere i primi cinquanta libri, o qualcosa del genere, che avevo portato a casa dalla biblioteca, mi ero seduta alla macchina da scrivere ed avevo cominciato a raccontare a me stessa la storia che si stava formando nella mia mente. Ne venni completamente ossessionata, e non riuscivo a pensare a nient’altro. All’epoca chiamavo la storia I Figli della Terra* (* il titolo del romanzo in inglese è The Clan of the Cave Bear, ovvero Il Clan dell’Orso delle Caverne, mentre in italiano titolo richiama il nome che la Auel voleva darle originariamente. N.d.T.). Avevo abbandonato il lavoro, preso la mia laurea e i miei figli erano ormai cresciuti. Non avevo molti altri impegni impellenti, e così mi ci dedicavo per circa sedici ore al giorno, sette giorni su sette, talvolta facendo ricerche, ma per la maggior parte del tempo scrivendo. Prima di finirlo, meno di un anno dopo, era diventato un mostro di 450.000 parole, in sei parti. E poi lo lessi. Era tremendoTutto il cuore, l’emozione e l’amore che credevo di averci messo dentro non c’erano. Mi resi conto di non saper scrivere. Sapevo come metter una parola dietro l’altra per creare una frase, ma non sapevo come scrivere un romanzo. Che ne dovevo fare di quel mostro? Allora tornai in biblioteca e presi dei libri che spiegassero come scrivere, specialmente come scrivere narrativa. Pensai di prendere lezioni, ma avevo preso lezioni per quindici anni e sapevo che avrebbe significato andare a scuola per due o tre sere alla settimana, per un paio d’ore e scrivere ciò che qualche insegnante mi avesse richiesto di scrivere. Non ne avevo il tempo. Volevo ritornare sul libro che avevo scritto e dargli una sistemata. Dopo circa sei settimane di studio intenso, ritornai sul libro e cominciai a scriverlo di nuovo. Ora avevo un’idea di cosa bisognasse fare, ma il problema era che, inserendo il dialogo e le descrizioni necessarie per rendere la storia ‘viva’, essa cresceva. Non stavo tagliando testo, ne stavo aggiungendo. Giunta a metà della revisione della prima parte, avevo aggiunto altre 100.000 parole. È stato allora che ho capito che non avevo scritto un libro in sei parti, ma una serie di sei libri. Riscrissi il primo libro della serie dei Figli della Terra, Ayla la figlia della Terra (The Clan of the Cave Bear) quattro volte, battendo a macchina di nuovo l’intera storia ogni volta. Alcune parti le ho riscritte cinquanta volte, sempre battendole a macchina. Ma scrissi a macchina anche la prima bozza di 450.000 parole, che divenne lo schema per l’intera serie, e spesso battevo a macchina anche le annotazioni delle mie ricerche. Dopo il primo libro scrissi a macchina anche La valle dei cavalli (The Valley of Horses), più o meno nello stesso modo. Usavo una macchina dascrivere elettrica Smith-Corona; a dire il vero, ne usavo due. La prima incominciò a “mangiarsi il nastro” lasciando pezzettini di gomma masticata sul retro della macchina. Avrei dovuto andare il giorno successivo al negozio per farla riparare, il che significava perdere un giorno di lavoro, o meglio, per me si trattava di una notte. Ho sempre lavorato di notte – spesso vedo sorgere il sole e poi vado a letto. In realtà, quando la macchina si guastò, perdevo spesso due o tre notti di lavoro, cosicché acquistai una macchina da scrivere identica alla prima, tranne che nel colore, con l’identico font. In questo modo, quando una delle due si guastava, potevo passare all’altra. Mi spostai dalla macchina da scrivere al computer quando iniziai Gli eletti di Mut (The Mammouth Hunters). Il mio primo computer fu un Comucorp 685, da ufficio, con apposito programma di videoscrittura, programmi incorporati nell’harddisc Winchester e una stampante Diablo. Ed ora, trent’anni dopo, finalmente ho finito.
SERIE I FIGLI DELLA TERRA

1. Ayla Figlia della Terra
2. La Valle dei Cavalli
3. Gli Eletti di Mut
4.Le Pianure del Passaggio
5. Focolari di pietra
6. La terra delle Caverne Dipinte

Questa prima tappa dello Speciale I Figli della Terra è giunta al termine. Spero che vi sia piaciuta e che sia risultata utile per riportare alla mente un po’ di fatti che col tempo potevano essere diventati nebulosi. Lo scopo di questo tour è arrivare pronti alla lettura dell’ultimo e tanto agognato capitolo della serie. Vi aspetto per la seconda tappa, che troverete postata sempre su Diario di Pensieri Persi domaniCome avrete intuito, il protagonista sarà “La valle dei Cavalli”, libro in cui fa la sua comparsa Giondalar. 
Non mancate!

47 commenti:

  1. I romanzi che compongono questa saga sono stati per me una discesa a picco nel baratro della noia e della ripetitività. Il primo libro mi ha affascinata per l'originalità della trama e per la cura descrittiva dei linguaggi, il secondo è stato intrigante per l'incontro/scontro tra popoli e culture diverse. Poi la saga è collassata su se stessa al punto da farmi definire illeggibile Focolari di Pietra. Non acquisterò e non leggerò il sesto romanzo.
    Mi complimento per il lavoro accurato che ho potuto trovare qui, è stata una lettura piacevole. Grazie

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  2. Sono sempre stata appassionata sia di storia che di antropologia perciò questa serie mi ha stregata fin dal primo momento. La ricchezza dei dettagli, la cura maniacale del contesto storico sono l'autentica gioia di ogni fanatico :)

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  3. @Erbetta: ciao. Dunque, ti dirò, non sei la sola ad aver fatto una considerazione di questo genere.
    Per sviluppare questo speciale ho letto tantissime recensioni sia italiane che americane e inglesi.
    E' stato divertente vedere la diversità di gusti delle persone.
    Io ho amato molto questa saga, ma devo ammettere, non tutti i libri allo stesso modo.
    Per quanto mi riguarda i primi tre me li sono scolati d'un fiato, mentre con il quarto ho faticato.
    Se vai a vedere la tappa quattro che parla del libro, vedrai cosa secondo me non ha funzionato in quel romanzo.
    Per Focolari di Pietra, in realtà il trend si era invertito, abbandonando il ritmo lento del precedente, ma concordo che non sia a livello del primo.
    Ti aspetto sul blog magari per leggere la mia recensione del nuovo libro, sia mai che ti incuriosisca e ti faccia cambiare idea :D

    @Goldberry, io non sono appassionata di storia, ma adoro i romanzi storici. Non importa l'epoca, è l'ambientazione nel passato che mi fa sognare.
    Rileggendo i libri per lo speciale, ho scopeto cose che alla prima lettura erano passate inosservate. Non si può non ammirare il lavoro certosino di ricostruzione che la Auel fa.
    In più tutti i suoi viaggi, gli studi di libri di argomenti diversi, i corsi di sopravvivenza... una vera autrice ed un vero lavoro di ricerca. Encomiabile!

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  4. Trovo molto interessante anche la ricostruzione delle dinamiche sociali. Mi è capitato di leggere "Gli eletti di Mut" mentre stavo preparando un esame di psicologia sociale ed è stato incredibile: quelle che sui libri di testo erano solo teorie prendevano corpo nei libri della Auel diventando molto, molto più chiare e molto più reali. Improvvisamente riuscivo a riconoscere quei meccanismi nei gruppi di persone che incontravo. Dovrebbero mettere i romanzi della Auel al posto dei libri di testo :)

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  5. Gentilissima Vittoria,
    ho letto i primi quattro libri della Auel é sono rimasta colpita dal modo in cui l'autrice ha descritto l' ambiente preistorico...niente da dire..o quasi..E' vero, a volte la descrizione è prolissa e stancante, ma non è questo il solo punto che mi fa desistere dal leggere i rimanenenti libri. Sono anche alcuni tratti della storia di Ayla a rendermi restia. (Segue spoiler) .Considero il primo libro della saga il più bello in confronto agli altri tre che ho letto e, a dir la verità, tutta questa avversione da parte di altri popoli (a parte il Clan) , nei suoi confronti, non la vedo...almeno fin quì. Invece,il trio Ayla, Giondalar, Ranec, per me, si poteva evitare o farlo accadere in un' altro momento della storia visto che, non ne ho appreso l'utilità. Lo "stallone" Giondalar, prima di incontrare Ayla, non se ne perdeva una e faceva impazzire tutte le fanciulle, dopo l' incontro con Ayla invece, diventa quasi un monaco (tranne che con lei ovviamente) e nel viaggio di ritorno nella sua terra la Auel fa sparire tutte le donne con cui è stato e non gli fà sapere nemmeno se ha avuto dei figli. Nessun confronto, nessun approfondimento anzi, Giondalar ha pure timore di farlo scoprire ad Ayla e non capisco il perchè visto che, é successo tutto prima di Ayla e risulta essere un atto naturale l'accoppiamento con altri uomini o donne che non siano il propio compagno/a e non mi sembra che Ayla si sia fatta tanti scrupoli con Ranec, e nemmeno soffre di gelosia...per lei infatti, non esiste tale sentimento. Dice di amare Giondalar ma tutta sta forza di sentimenti non la vedo..anzi, trovo Ayla "tiepida" e a volte, da alcune descrizioni di avvenimenti, penso che tenga più a Lupo, Hinni e Vento che al suo compagno. Mentre Ayla si da ai Piaceri con Ranec, Giondalar deve soffrire e stare in silenzio mentre ascolta i loro "gemiti di piacere" dato che, abitano nella stessa caverna e si da la colpa di tutto mentre lei appare una Santa scesa dal Paradiso poichè, lo fa soffrire si, ma così innocentemente che la cosa mi ha fatto propio sorridere dato la mente acuta e brillante di cui l'ha dotata la Auel (in questo caso le ha messo propio una bella maschera di giustificazione e qualche "pecca" celebrale) . Inoltre, stranamente, per tutto il periodo che stanno dai cacciatori di Mammut, Giondalar non ha nessuna donna che gli ronza intorno, nè divide i Piaceri con nessuna per quanto naturale sia, che poi di naturale, in tutto questo, non ci trovo nulla, di botto, da cacciatore diventa preda poco onorevolmente...In pratica, mi chiedo, perchè sto povero Giondolar è passato a uno stato tale di "disgrazia" diventando quasi un frignone? Ha paura di perdere Ayla, ha paura di offenderla, ha paura di contraddirla, ha paura di Ranec, ha paura che il suo popolo non l'accetti...vabbè l'amore, ma non è un pò troppo? Mi è sfuggito forse qualcosa? E' come se la Auel dicesse: dopo il loro incontro Ayla può fare certe cose...Giondalar no. Ma, a che pro? Vabbè che lei è l'eroina e deve essere sempre un passo avanti (e lo è su Giondolar anche per altri versi) ma, fino a questo punto....Ora, io non so di preciso se le cose per Giondalar cambiaranno in seguito, ma ho come il presentimento che gli "amori" di Ayla invece, non finiranno certo con Giondalar (almeno credo) e se la storia avrà il solito ritmo di lui che soffre e si dispera e di lei che è la sola Dea venerabile, preferisco non leggerli, perchè in questo non ci trovo nulla di costruttivo. La sua affermazione poi, come donna "speciale", visti i precedenti, mi sembra scontata, perciò le chiedo, naturalmente per quanto può espimere, mi illumina a tal proposito? Ci saranno colpi di scena degni di nota nei prossimi tomi? Grazie infinite e attendo la sua risposta.

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    1. Caro Anonimo,
      grazie per il lungo commento, ricco e articolato.
      Dunque, inizio con il dire che sì, anche per me il primo libro è il migliore, una chicca per ricostruzione storica e delle dinamiche interpersonali. L'accettazione, l'adattamento, sono temi che vengono ben trattati, con un misto di dura delicatezza, se mi si perdona l'ossimoro.

      Parliamo di Giondalar.
      Credo che la Auel volesse rendere palese il cambiamento che l'incontro con Ayla provoca in lui e il suo modo di farlo è usare la contrapposizione. Nel libro 5, Focolari di Pietra, Giondolar tornato in seno alla famiglia, incontra Zeladonai, la donna per cui aveva perso la testa da ragazzo e lei, guardandolo dice qualcosa che ci fa capire quanto si profondo il cambiamento di G.
      Negli occhi di lui si è spenta l'onnipresente brama di amore e calore, la continua ricerca del qualcosa in più. Lo ritrova cresciuto e più "tranquillo" e appagato. Nel secondo libro credo, è lui stesso a dire che ogni suo sentimento era sempre stato "troppo": troppo impetuoso, troppo intenso, troppo forte, per rivolgerlo ad un solo essere. Poi Ayla si rivela all'altezza di quel troppo ed ecco che la sete si estingue. Credo che la cosa abbia lasciato il nostro uomo abbastanza sconvolto e incredulo, tanto da risultare un pò sotto tono.

      Per quanto riguarda Ranec, io ho trovato il triangolo inevitabile. In fondo lei non aveva mai visto altri uomini e Ranec rappresenta il "diverso", un qualcosa a cui si sente molto vicina essendo anche lei, diversa grazie al modo in cui è cresciuta.
      Convengo con te però nel dire che, forse si poteva bilanciare la cosa con una presenza femminile che almeno tubasse con il bel biondo.
      Anche qui, penso che la Auel volesse dar modo al personaggio di concentrarsi, sia sul suo amore e su come lo abbia cambiato sia sull'accettazione di avere per compagna una donna così diversa, senza doversi vergognare.
      Credo che,abbia voluto lasciare il personaggio solo con se stesso, senza distrazioni, per dargli modo di capire cosa veramente prova per Ayla e quanto tiene a lei.

      Naturalmente questo sono solo mie elucubrazioni, magari è una pecca stilistica dell'autrice, magari c'è un motivo antropologico, magari... chi lo sa. Io sono giunta a queste conclusioni leggendo un pò di sue interviste e altro materiale per preparare lo speciale.

      Per quanto riguarda il futuro della coppia, in realtà sarà solo nel sesto che vedremo una certa crisi coniugale e forse qui, G. si prenderà la rivincita per così dire.
      Ho riscontrato anch'io una mancanza di ex nel loro viaggio di ritorno, in
      particolare nel quarto, quando fanno tappa dagli Sciaramudoi e manca la donna con la quale aveva quasi deciso di stringere il nodo, Serenio.
      Qui non so darti una spiegazione, visto che avrebbe aiutato la narrazione e lo sviluppo della coppia un pò di sano "turbamento".

      Spero di aver risposta tutto e in maniera adeguata. Rimango sempre a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.
      Ciao Vik.

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  6. Gentile Vittoria,
    Anzitutto grazie per la celere, diplomatica, abbastanza esauriente e anche misteriosa risposta che hai voluto fornirmi. Che dire, le tue attente deduzioni invece di placarmi mi hanno stimolato. Premetto che, anch’io avevo pensato a una mossa “strategica” della Auel nei confronti di Giondalar per fargli capire l’importanza di Ayla nella sua vita, ma sinceramente non l’ho trovata convincente. Nel precedente commento, quando ho rilevato la mancanza di donne nella vita di Giondalar (fatto che anche tu hai notato), non intendevo insinuare che doveva ripagare Ayla con la stessa moneta e “tradirla” a sua volta, ma che il confronto con una possibile rivale, a mio avviso, avrebbe reso la storia molto più avvincente. Giondalar, inevitabilmente, avrebbe paragonato i suoi profondi sentimenti per Ayla anche solo rivedendo Serenio. E Ayla, ai miei occhi, avrebbe acquistato maggior attendibilità giacché, la gelosia o la consapevolezza di poter perdere il suo compagno per un'altra donna non la sfiorano nemmeno anzi. Nel quarto libro Ayla chiede a Giondalar perché non ha condiviso i Piaceri con Attaroa e abbia invece offeso il suo orgoglio di donna rifiutandola davanti alla sua gente, come se, il fatto che quest’ultima volesse ucciderlo e sottometterlo non contasse più di tanto e condividerne i Piaceri fosse stato naturale. Mi chiedo come sia possibile questo nonostante dica di amarlo. Nel Clan, Ayla, ha imparato a essere disponibile sessualmente non a essere immune dalle passioni. Lei stessa, riflettendo sugli uomini del Clan, pensa che, anche quando soffrono di gelosia, non lo diano a vedere, ma ciò a maggior ragione, non significa che non la provano. Per quanto riguarda Ranec, invece, l'ho trovato un personaggio effimero poiché le maggiori scene che condividono lui e Ayla sono quelle in cui si “tuffano tra le pellicce” e altre cose di poco conto che non mi completano il suo modo di essere. Ranec rappresenta per Ayla il diverso dici, ma solo a livello fisico, perché io, un discorso che approfondisce i punti di vista dei due, per esempio, non l'ho letto. Ecco perché non posso fare a meno di notare la poca sensibilità che Ayla ha nei confronti di Giondalar che soffre per lei. E sì, che a un certo punto della storia, nel terzo libro, pensavo ci sarebbe stata una svolta... Ayla ha appreso che Giondalar è arrabbiato con lei perché ha condiviso i Piaceri con Ranec e ne parla con il vecchio Mamut. Costui le conferma il tutto e quando, in risposta alla domanda di Ayla, se può rifiutarsi di dividere i Piaceri con chiunque glielo chieda, alza gli occhi al cielo e le fa notare che non deve dire di si a tutti, lei, poiché è una donna così acuta, non riflette nemmeno sulla possibilità che abbia ferito Giondalar anzi...Ranec non è Giondalar, ma intanto le pellicce del suo giaciglio non sono per niente da disdegnare. Qui avrei preferito che Giondalar si allontanasse da loro due rimanendo veramente da solo con se stesso. Sarebbe stato meglio per entrambi perché diciamocelo: quanto un uomo riesce a ragionare lucidamente avendo sotto gli occhi, la donna amata e il suo amante che hanno rapporti sessuali? Naturalmente queste sono solo mie riflessioni, lungi da me arrogarmi il diritto di saper far meglio della Auel che nonostante tutto mi ha fatto diventare una fan di Giondalar anche se, non credo che per ora leggerò gli ultimi due volumi della saga. Infine, ti ringrazio ancora Vittoria per la possibilità di confronto di opinioni che mi hai dato e ti faccio i migliori auguri per questo blog.
    Anna

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    Risposte
    1. Ciao Anna!
      Grazie per il tuo commento, è raro riceverne di così lunghi e sentiti.
      Nonostante il disaccordo, mi ha fatto veramente piacere poter discutere con te su questa serie.

      Credo di averlo scritto anche in un commento ad un'altra ragazza, poco sopra, ma voglio ripeterlo.

      Mentre lavoravo allo speciale, mi sono sciroppata un numero esorbitante di commenti e recensioni su questa serie, sia in italiano sia in inglese. Mi ha sorpreso la diversità di valutazione di ogni libro e l'intensità dei commenti fatti ad ognuno di essi, sia in negativo che in positivo.

      Il quarto libro, ad esempio, per me più lento e zoppicante, per altri era il più "sognante" e di ampio respiro, mentre per altri ancora un malloppone assurdo abbandonato prima della metà.
      Onuno dei commentatori o recensori però si accalorava nell'esporre il proprio punto di vista, osannando qua o criticando là.

      Credo che un libro, o una serie, si possa definire di un certo valore ed interesse quando crea questo tipo di reazioni nel pubblico.
      Non servono solo lodi sperticate, ma analisi sentite, ricche di sentimenti.
      Che sia ebrezza per aver visto coronato il sogno d'amore dei tuoi beniamini o amarezza per le aspettative deluse, va bene comunque, perchè se il pubblico sente il bisogno di parlarne, vuol dire che quel lavoro ne vale la pena.

      Io e te, cara Anna, abbiamo dimostrato che, nonostante il disaccordo, teniamo a questa serie, ai suoi personaggi e al suo sviluppo.

      Spero ci saranno altre occasioni per discutere su (e magari accordarci) nuovi libri o recensioni.
      Intanto ti aspetto, se vorrai, per la recensione dell'ultimo capitolo. Che sia un modo per incuriosirti ancora di più?
      Vik

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  7. Ciao Vittoria,
    Leggendo la tua ultima risposta al mio secondo commento, non ho potuto fare a meno di pensare che sia un buon esempio di diplomazia e che magari Jean M. Auel farebbe carte false pur di averti come ambasciatrice persino tra gli Zelandoni a perorare la causa dei Testapiatta. Altro che Ayla! Giondalar ti metterebbe gli occhi addosso ammirati senza pensarci due volte. Detto ciò, mi trovo d’accordo con te sul fatto che la saga coinvolge nel bene e nel male e non per niente ho scritto che: nonostante tutto la Auel mi ha fatto diventare una fan di Giondalar. Leggo di tutto e mi piace immedesimarmi nei vari personaggi e nella situazione storica o meno in cui la trama è ambientata quindi, in un certo senso, mi sono incavolata con la Auel (e lo sono ancora) perché, come ho già detto, ha fatto un bel lavoro sulla descrizione del periodo preistorico, anche se a tratti un po’ troppo lungo, ma non ha reso la storia dei protagonisti, secondo me, all’altezza di questo magnifico sfondo. Sai già come la penso, dunque non starò qui a ripetermi (e menomale dirà qualcuno), voglio solo esprimere il dispiacere di non aver trovato negli ultimi due volumi del racconto la giusta motivazione per proseguirne la lettura. Come hai fatto notare, le opinioni variano da lettore a lettore e anch’io ne ho lette tante che in parte, del tutto o per niente si accordano con le mie, del resto le tue o meglio, più quello che non hai scritto, come risposta ai miei dubbi e alle mie riflessioni, mi sono state di aiuto nel prendere una decisione coerente con le mie attuali idee. Ho lasciato comunque uno spiraglio aperto verso il futuro, nella vita non si sa mai. Inoltre, sarò felice di commentare ancora con te qualche altro libro e non ha importanza se avremo ancora opinioni diverse, il confronto democratico in fondo è interessante e allarga la mente su nuovi panorami. Non mi resta che ringraziarti di tutto e augurarti un proficuo lavoro su questo blog.
    Anna

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  10. Miticogabry19/3/12 6:03 PM

    Obbene... Cavoli quante cose ho lette sul "povero, grande" Giondalar! Io mi sono sempre identificato in lui, in ogni romanzo, e per la sensibilità artistica e per quella sentimentale e nell'intimità, talmente ben descritta dalla Auel, che ho sempre creduto che fosse la maniera giusta attraverso la quale una donna desideri lasciarsi andare nell'intimità col proprio uomo... Non ho mai avuto niente a che ridire su ciò che ha scritto la Auel nei vari romanzi, a tal punto che il terzo l'avevo soprannominato "il romanzo della sofferenza"; sofferenza d'amore, di lui per lei,e viceversa. Io amo Ayla e come Giondalar sono sempre stato alla ricerca di una mia Ayla personale, cioè una chi mi fosse complementare; e soffrivo quando lei, nella sua ingenuità, figlia di una cultura totalmente diversa e radicata, si concedeva alle avance di Ranec pensando si facesse come nel Clan e fraintendeva gli atteggiamenti del suo amato, arrivando a pensare alla lunga che lui non l'amasse più! E il terzo incomodo ne approfittò... Succede così anche oggi: le incomprensioni tra uomo e donna, portano a volte su strade divergenti persino coloro che si amavano tanto. Talvolta basta parlarsi.. Ma Giondalar è stato un grande: si è messo in discussione, ha accettato che Ayla non fosse sua solo perchè era il primo uomo che aveva conosciuto (e che uomo!), ma doveva essere libera di scegliere; solo chi ama veramente, lascia libera la persona amata di scegliere, pur col cuore gonfio di pena e sofferenza. Questo è un uomo! Lo capisco bene. E la Auel è stata magistrale nel descrivere ogni passaggio degli aspetti psicologici tra i due. Ma... strano che nessuna abbia ricordato che, al Raduno d'Estate, il "nostro" alla fine accetta di dividere i piaceri con molte donne "piedi rossi", ed è un via vai e finalmente Ayla ha una nota di disappunto e gelosia, nel vedere ciò (perchè va con le altre e non viene con me?). Comunque, anche il finale è straordinario, degno di un grande romanzo o film.

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  11. Miticogabry19/3/12 6:06 PM

    ... E la Grande Madre lo ripaga per tanta sofferenza, dopo essere cresciuto e maturato come uomo...

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  12. Ciao Fior,
    Ho letto con interesse il tuo commento e a dire il vero, a me non sarebbe importato se tu avessi fatto il panegirico o trovato delle scusanti per Giondalar, dopotutto si tratta della tua opinione che va rispettata come qualsiasi altra. La spiegazione che hai addotto per il comportamento di Giondalar mi ha dato l’impressione che fosse più a sostegno di Ayla che è ingenua e “povera”, rispetto allo stesso protagonista; magari mi sbaglio e anche se fosse vero, questo mi va benissimo, di conseguenza potrei stare qui a spiegarti le mie differenze di veduta per tante pagine ancora e per altri mille particolari che non ho potuto approfondire, ma credo che abbia già ampiamente espresso ciò che penso. Non sono d’accordo quando dici che Giondalar ha sempre giocato con l’amore delle altre donne, invece, ho notato che la scrittrice l’ha reso molto sensibile e rispettoso sui bisogni delle compagne occasionali che gli ha messo sulla strada e non ho letto di nessuna che lo incolpasse in questo senso. Non dimentichiamoci poi che è nella cultura sia degli uomini, sia delle donne condividere i Piaceri anche per una sola notte. Per quanto riguarda l’ipotesi di confronto su comportamenti reali come risposta a quelli fantasiosi non li considero necessariamente una pecca, a volte un pizzico di realtà in più rende, per me, il racconto più accattivante, anche se questo varia da libro a libro. Del resto le nostre reali emozioni si rispecchiano in questo o quel personaggio ed è difficile non fare il confronto su ciò che proviamo noi e ciò che l’autrice ha scritto; tu stessa hai affermato la preferenza di alcuni libri della saga piuttosto che altri e nonostante le nostre differenti opinioni, non ne sei stata conquistata pienamente. Comunque pure tu hai fatto il paragone tra realtà e libro citando l’epoca edonistica in cui viviamo e l’atteggiamento morigerato di Giondalar, impensabile scrivi, per i giorni nostri…. A questa frase ho proprio sorriso perché, un esempio vivente al femminile di ciò che ha fatto Giondalar ti sta rispondendo in questo momento e in fondo, il commento su un libro non può rispecchiare la nostra vera personalità e le sue molteplici sfumature. Detto questo, a mio avviso, rimane la certezza che Jean M. Auel abbia reso Giondalar il protagonista più completo del racconto, caratterialmente parlando, proprio un personaggio d’altri tempi…preistorici.
    Anna

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  13. Miticogabry21/3/12 8:40 PM

    Brava Anna, concordo con te. :-))

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  14. Ciao Miticogabry,
    Ti ringrazio per l’approvazione e nel frattempo colgo l’opportunità per rispondere ad alcune tue osservazioni non perché voglio primeggiare o fare la puntigliosa, ma perché mi dispiace aver dato l’impressione che Giondalar si dovesse vendicare di Ayla per il tradimento subìto e allo stesso tempo far apparire lei gelosa ad ogni costo. Nel commento hai scritto: “Nessuna ha notato che, al Raduno dell’Estate Giondalar divide i Piaceri con molte donne Piedi Rossi e finalmente Ayla ha una nota di disappunto e gelosia”. In quattro libri quest’evento ha spiccato, per me, come una postilla in calce su un contratto principalmente perché il mio intento era di confrontare i sentimenti dei due protagonisti in occasioni dove non mi spiegavo (e non mi spiego), alcune scelte dell’autrice. Se da una parte Ayla ha quest’accenno di gelosia e con quel “finalmente“, lo noti anche tu, dall’altra Giondalar ne è spesso soggetto e la sparizione di tutte le donne, precedenti il suo incontro con la nostra eroina, mi ha naturalmente incuriosito. Poi, nel corso della loro relazione, in certe circostanze, avrei preferito ci fosse un’altra donna al di fuori di Ayla non perché Giondalar dovesse buttarsi in chissà quale orgia, ma per dare una bella scossa alla nostra protagonista che in alcuni atteggiamenti mi appare distante. La gelosia non ha a che fare con l’educazione ricevuta, è un sentimento che tutti possediamo, chi più, chi meno, la possiamo dominare, ma non strappare dal nostro “io“. Non parlo di gelosia “malata” che non ti fa nemmeno respirare, parlo di quella che risveglia il nostro interesse per un’altra persona, che ci fa capire cose che nemmeno una botta in testa ci riuscirebbe, perciò mi è venuto spontaneo chiedermi come mai Ayla, in confronto all’amato che da questo punto di vista è cosi “reale“, ne fosse ampiamente sprovvista specialmente in situazioni dove un “pizzicotto” al cuore le avrebbe conferito più “autenticità”.

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  15. Non credo quindi, di aver detto cose assurde e nemmeno mi sarei aspettata che fosse gelosa al pari di Giondalar altrimenti, ne sarebbe uscito un dramma da strapparsi i capelli. Di recente mi è venuto il dubbio che forse la scrittrice volesse rendere Ayla più vicina alla perfezione, al di sopra, di certi atteggiamenti, ma se cosi fosse, a mio modesto parere, non c’è riuscita e ancor di più, Giondalar risulterebbe, perfetto nella sua imperfezione. L’altra faccia di Ayla che non mi convince è quella della pecorella smarrita durante e dopo aver “inciampato”nelle braccia di Ranec. Prenderò spunto dai libri per rendere chiaro il mio pensiero. Nel primo tomo Ayla sa bene che il Clan le vieta di cacciare poiché donna e sa che rischia parecchio imparando di nascosto, nonostante ciò, lei pensa con la sua testa e agisce di conseguenza. Si comporta cosi in altre circostanze come quando porta gli animali nella grotta per farli curare da Iza tanto che Brud, pieno d’invidia e odio, nota che la sua condotta è diversa da quella del Clan e in cuor suo, accusa suo padre Brun di proteggerla. Ayla, da parte sua, cerca di sottostare alle regole del gioco nonostante sia picchiata e violata da Brud, ma la sua indole non è uguale a quella delle donne del Clan, anche se ancora non ha preso pienamente coscienza di se. Nella “Valle dei Cavalli”impara a cavarsela da sola e dovendo decidere per se stessa e fare delle scelte, a volte si ritrova a pensare al Clan e a come sarebbero contrariati nel vederla in particolari situazioni però, si risponde che ormai non fa più parte del popolo dei Testapiatta e seppur a malincuore per essere stata maledetta continua per la sua strada. A un certo punto Ayla apprezza il gusto della libertà e promette a se stessa che non vi rinuncerà più, è persino restia a lasciare la valle in cerca degli Altri per paura delle proibizioni.

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  16. Ora è una donna sicura di se, indipendente e consapevole tranne quando non sa dire di no a Ranec perché pensa con la testa del Clan…In quest’occasione non vi è traccia di quell’Ayla che impara a cacciare andando contro i principi della gente che l’ha allevata, di quella indipendente e padrona di sé che abbiamo conosciuto nella valle, gli torna utile pensare e agire come il Clan quando lei, sotto ogni altro aspetto è certamente diversa. Poi, quando Ayla e Giondalar si trovano dai Losaduni e si sta svolgendo la festa della “Madre”, Doraldai si avvicina ad Ayla facendole capire che vuole passare la notte con lei, la bacia dandole il segnale degli Altri che a Ranec è bastato per farla capitolare senza indugi e che lei usa bene come scusante per giustificarsi con Mamut e con se stessa. Comunque ad Ayla questo bacio non dispiace e prendere in considerazione l’obbligo del segnale o le usanze del Clan non le passa nemmeno per l‘anticamera del cervello, poiché questa volta non le serve nessuna scusa giacché alla fine sceglie Giondalar. Da queste contraddizioni deduco che la Auel volesse “coprire” la relazione di Ayla con Ranec facendola apparire non come una donna che fa le sue scelte consapevole di poter sbagliare, ma come La Bella Addormentata nel Bosco che, un giorno si risveglia ed esclama: ops! Sono finita nel letto di Ranec e Giondalar c’è l’ha con me, ma è stata l’educazione del Clan a fare tutto….In quest’occasione sicuramente, in altre, l’ingenuità e la cultura del Clan possono andare a farsi benedire
    Anna

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  17. Miticogabry24/3/12 5:06 PM

    Mah, che dire: grazie per le tue lunghe risposte, ma mi paiono un po' troppo, come dire, arzigogolate?... Non mi fraintendere, rispetto il tuo pensiero, ma mi pare che tu stia un po' troppo ad analizzare il capello: Ayla è un essere umano come noi, ha le sue debolezze e contraddizioni, è fatta così, l'ha fatta così la Auel; io non starei lì a guardare queste piccolezze, ma alla grandezza delle cose che ha fatto, rispetto a tanti altri. È fatta così, è il suo carattere, non è perfetta, ma è forte e vulnerabile insieme: io non mi sarei mai ribellato a gente come Brud, pur essendo uomo, sarei stato più gragario emergendo magari per altre qualità; ma lei no, è ribelle, carattere forte, affronta Brud e mille pericoli. Non sarebbe sopravvissuta sennò da sola per tre anni in una valle, allevando pure un leone delle caverne. Ci sono anche nella realtà donne così, coraggiose e ribelli, lo fu Giovanna d'Arco, per esempio o altre donne forti e ammirevoli, ma magari avevano altri difetti o comportamenti opinabili o debolezze che le hanno spinte a letto con il nemico o a diventare spie o so io... Nessuno è perfetto, neanche lei o giondalar, ma guarda che figure sono! Grandi e carismatiche, eccezionali! A dire il vero, nel sesto libro un accenno di gelosia Ayla ce l'ha quando Gionayla è ancora neonata e al Raduno d'Estate chiede a Giondalar, con lo sguardo in basso, se lui sarebbe andato a dividere il Dono del Piacere con le "novizie" se glielo avessero chiesto, fingendo indifferenza; lì, si vede il tatto che la Auel ci mette per far capire che lei sperava di no, come ovvio... E quando lui le dice di no, lei lo guarda sollevata, senza darlo troppo a vedere. Il fatto è che in quella società così lontana da noi, la gelosia era un sentimento da combattere e celare, per il bene comune; è spiegato più volte, sia da Giondalar che da Ayla, nelle loro riflessioni che era così tra gli Zelandoni che nel Clan; per noi magari non sarebbe mai così, ma l'umanità è così varia che i comportamenti di uomini e donne non sono irreprensibili per tutti e di sbagli nella propria vita ce ne sono tanti. L'importante è riprendersi: e i due nostri eroi si sono reciprocamente confessati più volte il loro amore reciproco e profondo. Uno come Giondalar non sente il bisogno di distrazioni, perchè per lui Ayla è tutto ciò che cercava in una donna. Io stesso sarei così e non guarderei le altre se vivessi ciò che vive lui... Anzi, è stato così un tempo. Tuttavia, debbo dire che mi hanno anticipato sul gruppo di fb che ci sarà un tradimento di Giondalar: questo mi ha costernato. E penso: a volte certe donne, le circostanze, le esigenze o altro ti ci possono portare. Ma non ho ancora letto nulla, quindi no posso giudicare o commentare. La palla a te, Anonima! ;-)

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  18. Ciao Miticogabry,
    Non ho mai detto che Ayla dovesse ribellarsi a Brud semmai volevo evidenziare la forza e l’indipendenza di Ayla nonostante i divieti del Clan. Come hai detto tu la gelosia è un sentimento che è dominato dai nostri protagonisti, in due occasioni (ne citi uno di quando Ayla era piccola) Ayla la prova, ma per il resto mi devi menzionare dove la domina perché in quattro libri io non ne ho trovato traccia. Ho spiegato che mi sarebbe piaciuto che Giondalar scoprisse qualcosa sulle donne che aveva avuto prima di Ayla e dopo non intendevo dire che la dovesse tradire, ma dare una scossa al loro rapporto in situazioni che non mi son piaciute. Ho trovato deludente che la Auel abbia reso Ayla cosi sicura di se stessa (ho fatto vari esempi) e solo dove conveniva priva di volontà; avrei voluto che facesse lei tutte le sue scelte, nel bene e nel male, perché ciò l’avrebbe resa più “autentica“. Io le contraddizioni le noto, è nella mia natura e un libro non deve per forza piacere in tutta la sua interezza né tantomeno i lettori devono avere tutti gli stessi gusti. Devo i commenti arzigogolati al mio professore delle Elementari che mi diceva sempre di esporre ampiamente gli argomenti trattati e di non essere avara con le parole, mi sa che stavolta l’ho deluso giacché il mio pensiero non è arrivato fino a te.
    Anna

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  19. Miticogabry25/3/12 4:46 AM

    Hahaha... Mi sei simpatica, dai! ;-) Dunque, mi par di capire, se ho letto bene, che hai letto quattro libri, penso i primi quattro... Quindi, è comprensibile che tu sia "fresca" di impressioni e ricordi circa i sentimenti contrastanti(e contrastati)tra i due; anche a me è spiaciuto non aver ritrovata Serenio e che lei con Ayla si confrontassero... Peccato davvero! E che non avesse incontrata neppure la ragazza dei Sarmuni che aveva iniziata ai Piaceri, per vedere se nel frattempo avesse avuto un figlio biondo come Giondalar... Mah, scelte della Auel; tuttavia, io e gli altri che, come me, siamo al sesto romanzo, ad anni di distanza dal quarto, e dopo tanta acqua sotto i ponti, vedo le cose come lontane e superate da anni, nella vita dei due... Queste sono le mie impressioni. Il tuo prof aveva le sue buone intenzioni, ma io penso che nella vita bisogna anche accettare le cose per come stanno. Ma forse tu possiedi una mentalità più analitica (che è anche tipica delle donne, in genere), per cui forse, a differenza mia, sei portata a fare la ricercatrice o l'avvocato... Hè, scusa se mi sono permesso; con simpatia. :-))

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  20. Ciao Miticogabri,
    È nato finalmente! Un mezz’accordo… da questo travagliato parto di pensieri e parole. Sì, hai capito bene, ho appena finito di leggere i primi quattro libri della saga e come ho detto, mi fermerò qui. Io accetto le cose come stanno, in fondo ci pensa la vita a farti qualche “regalino” non gradito che, volente o nolente, devi accogliere e sono consapevole che non sono io l’autrice dei sei libri già stampati, ma questo non significa che non posso dare il mio giudizio seppur da ricercatrice o avvocato… tra l’altro sono negata per questi lavori poiché, i miei trascorsi da ricercatrice si riducono a un’esplorazione in un bosco alla ricerca di muschio per il presepe e quelli attuali di avvocato in bilico tra, la difesa delle mie sorelle, quando combinano qualcosa e l’iraconda sete di giustizia della mia mamma. Non posso negare però di avere una mente analitica e se poi metti una ragazzina che nel corso degli anni, grazie a suo padre, si è dovuta sorbire un’infinità di puntate del tenente Colombo, l’ispettore Beretta, l’avvocato Perry Mason, l’investigatore Hercule Poirot ecc. ne puoi trarre le conclusioni. E comunque avere una mente analitica comporta anche dei pregi , poi come hai detto tu, nessuno è perfetto. Scusa se sono uscita dal seminato, ma mi hai chiamata in causa ed io ho risposto. Grazie per la simpatia, ciao.
    Anna

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  21. Miticogabry26/3/12 3:01 AM

    Ciao Anna! Beh, ci ho quasi preso... :-)) Peccato che tu ti fermi qui, al quarto, davvero: gli altri due sono da leggere, comunque, per completezza... Mi dà un po' d'amarezza leggere che una di noi molli lì, non porti a termine questa fantastica cavalcata nella Preistoria, senza sapere come va a finire la storia dei nostri due eroi... Beh, rispetto la tua scelta, ma pensaci su, sinceramente. Per essere giovane, oltre che simpatica, se anche saggia. Piacere di avere scambiate queste opinioni con te, Anna. Alla prossima occasione, ciao!

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  22. Miticogabry!!!!! Ma sei sicuro che fossero i Sarmuni il popolo di appartenenza della ragazza che Giodalar ha iniziato ai Primi Piaceri nel secondo libro? La matriarca era Aduma, quindi il popolo non è quello degli Adumai? Magari mi sbaglio eh, sono passati almeno 10 anni dalla sua lettura.

    Simona

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  23. Miticogabry26/3/12 3:43 PM

    Mizzega! Devi avere ragione tu, accidenti: gli Adumai... Chi si ricordava di loro? Io no: io altro che 10 anni che non leggo La Valle dei cavalli; 10 anni son passati dalla lettura del 5°, figuriamoci del 2°... Anni '90! Mea culpa Anna: bisogna che sia più preciso, la prossima volta. E i Sarmuni?... Vado a documentarmi, meglio evitare figure barbine. ;-)

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    1. Miticogabry27/3/12 2:32 AM

      Scusa Simona: ho risposto a te e ho scritto "Mea culpa, Anna"! Perdonami tu e la Anna per averla citata erroneamente. ^_^

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  25. Ciao Fior,
    Secondo me, sei tu che hai preso troppo sul serio i punti di vista dei miei commenti e se i libri ti son piaciuti, non vedo quale sia il problema che io parli di gelosia o meno. Non vedo, dove sta il male quando dico che avrei preferito questo o quello mentre tu dici che avresti preferito un finale più lieto, cos’ è te puoi dirlo ed io no? Ho già detto nei miei commenti che non mi permetterei mai di ritenermi all’altezza dell’Auel o di avere la presunzione di saper fare meglio di Lei. Se leggi, più su, potrai costatarlo con i tuoi occhi e come ho già detto, i libri sono già stampati (me ne sono resa conto anch’io), ma da lettrice della Auel posso sempre farle delle osservazioni giacché ho comprato i suoi libri. Parli di film e di partite e quante volte il finale ci delude? Non dovremmo forse parlarne perché tanto non cambia nulla e quindi siamo solo degli sciocchi? Specialmente le partite che gli uomini (e non solo) amano tanto guardare e dopo analizzare, per non parlare dei programmi sportivi che esistono apposta per commentare i risultati di tali eventi e con moviole che si ripetono all’infinito (altro che i miei commenti) per osservare meglio il cavillo di questa o quell’azione del Tal giocatore. Puoi andare a dirgli che perdono solo tempo e che certi errori dei giocatori o degli arbitri poiché sono stati fatti, non si possono correggere per il prossimo futuro. Mio papà è uno sfegatato Romanista, mio fratello un altro sfegatato del Milan e quanti battibecchi hanno sentito e sentiranno ancora queste orecchie! A partita conclusa si danno battaglie interminabili: Totti non doveva assolutamente fare così! Non si doveva arrabbiare e perdere le staffe! Non ha sviluppato bene quell’azione! Quell’arbitro non ha capito niente! È colpa dell’allenatore!Ah! Se avessero vinto, ma la prossima volta faranno meglio perché hanno imparato la lezione. Parlano dei giocatori (e non solo) e delle loro azioni, non solo delle azioni, perché queste non si creano da sole e così fa anche il resto dei tifosi. E poi ci sono i critici per i libri, per quelli dei film, ma questa categoria non dovrebbe esprimere il giudizio su un regista che ha fatto un film da schifo o di un’altro che non ha saputo esprimere al meglio il suo intento e sugli scrittori altrettanto. Hai detto che: forse la sig.ra Anna non sa che una parte della popolazione usa il cervello anche nei suoi rapporti con gli altri ecc. Ti rispondo subito che Anna lo sa benissimo e se avessi letto con più attenzione ciò che ho scritto ti saresti risposta da sola. La gelosia la dominiamo ho detto, cioè noi esseri umani usiamo la ragione per tenere sotto controllo le emozioni, anche se, non possiamo impedirci di provarla poiché è un sentimento innato in noi e non dipende dall’educazione né tanto meno dai sani principi che crediamo di avere. Non siamo Santi. Che poi, ho parlato in termini di esempio proprio per il libro e mai ho parlato di come deve comportarsi un’altro essere umano. Una mia amica poco tempo fa mi ha chiesto consiglio dicendomi: sai che ho visto quel ragazzo insieme ad un’altra ed ho provato un moto di gelosia, anche se so che sono amici? Ed io: mah, non so, prova a chiarire i tuoi sentimenti, parlagli, scopri di più. Ora stanno assieme e se non fosse stato per quel pizzico di gelosia, lei non avrebbe scoperto di tenere a quel ragazzo. E stato un male cosi ignobile ciò che ha sentito la mia amica? Ha fatto del male a qualcuno? Nel suo caso è stato un bene.

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  26. E poi, quando ho inteso dire che, non bisogna lasciare respirare l’altro, che non bisogna lasciargli scegliere con chi stare e con chi andare, nasconderlo alla vista degli altri? Quale essere umano vivente ho menzionato? Ho sempre parlato solo di Ayla, un personaggio di un libro! Ipotizzando casi diversi e nemmeno in questi termini! Inoltre mi suona strano che tu dia esempi di vita (la vita ci mette davanti a degli imprevisti ecc.) e poi dici: è solo un libro…. non si litiga per questo e intanto mi giudichi perché ho insistito su certi argomenti e fatto delle osservazioni alla Auel che non dovevo fare e la mia è una perdita di tempo mentre tu non hai tempo da perdere con queste cose, tranne che per fare osservazioni a me con esempi di come si comporta la gente che usa il cervello. Gentilmente ti chiedo: attieniti alle opinioni che ho espresso sul libro e non ipotizzare su quello che so e quello che non so, perché non mi conosci e le lezioni di moralismo possono darmele solo chi mi conosce veramente, cioè i miei cari. E menomale che parli di vero amore e come debba comportarsi uno che ama veramente: lasciando l’altro libero di scegliere scrivi. Solo che ti sei dimenticata di menzionare l’amore per il prossimo che non giudica ne, emette sentenze solo perché non condivide il tuo pensiero su un libro, le scelte di una scrittrice o perché insiste su un argomento. Non ho giudicato ne criticato la Auel come persona, ma come scrittrice le ho fatto alcune osservazioni e questa è una bella differenza. Che poi, la Auel, la gelosia l’ha presa in considerazione e come si dispera Giondalar quando vede Ayla con Ranec! In preda all’ira vorrebbe dare una lezione al suo rivale! L’ha già fatto una volta in fondo prendendo a pugni l’altro rivale e il bello è che l’autrice si è servita di questi sentimenti per il suo protagonista, ma non credo che sei andata a dirle che una parte della popolazione usa il cervello e che Giondalar sta li a farsi delle menate provando gelosia, infatti la sua gelosia emerge in tante occasioni. Ed io, invece, chissà che ho detto, solo per aver ipotizzato che se Ayla avesse provato un po’ di gelosia vedendo Serenio, la storia sarebbe stata più intrigante o che, se mi avrebbe tolto la curiosità su Giondalar parlando degli ipotetici figli avuti dalle sue precedenti relazioni, sarebbe stato meglio o che abbia ripetuto i miei pensieri in varie occasioni per chiarirmi anche con i miei interlocutori. Sicuramente per te non lo dovevo fare, questo è il tuo giudizio che odora proprio di libertà e di amorevole tolleranza. Mentre la Auel ha letto e leggerà tante critiche anche peggiori delle mie e per i prossimi libri, se vorrà scriverne altri e se vorrà tenere conto delle opinioni dei suoi lettori, penserà di più a questo o quel particolare. È un’esperienza che le servirà comunque e non necessariamente sarà solo un male. A questo punto, poiché i miei commenti ti danno fastidio, posso solo consigliarti di non leggerli più e di proseguire oltre, in fondo questo è un Paese libero o quasi…
    Anna

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  27. per fiordicactus,

    vorrei ricordarle che viviamo in un stato democratico dove ogniuno di noi puo' esprimere il proprio pensiero,e non condivido chi ha la mentalità di chi giudica un altra persona su dei commenti di un libro.
    questo è il mio semplice pensiero,e un altra cosa il mondo è bello perchè varia!!!!

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  28. Ciao Miticogabry,
    Sei carinissimo a scusarti, ma credimi per me non hai fatto nulla che debba essere perdonato, semmai speriamo che a Simona non abbia dato fastidio il sentirsi chiamare Anna. Mi hai proprio preso in contropiede con il tuo accorato appello di proseguire la lettura degli ultimi due libri della saga. Per un attimo mi è sembrato di aver tolto qualche boccata d’aria ai tuoi polmoni. Voglio chiederti, puramente a scopo informativo, se sei un promotore dei libri della Auel o fai parte solo di un gruppo di lettura. Magari più in là, su questo blog, leggerò anche il commento sul finale di questa storia, anche se so che non potrai, giustamente, dire molto. Ti ringrazio per i complimenti e per amore della verità devo correggerti perché mi sa, che hai capito male, non sono una ragazzina ma una donna adulta. Ciao!
    Anna

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  29. Rispondo a Lucia e ad Anna ...
    Ok! Non andava bene quello che ho scritto, adesso non c'è più! :-)
    Ciao, Fior
    Ps. ho davvero problemi più seri che discutere di un libro! :-/

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  30. Miticogabry28/3/12 5:07 AM

    Caspita, che vespaio... Comunque, per Anna: ancora una volta è accattivante il tuo modo di approcciarti nella scrittura verso di me, grazie! :-) Bene, amica sei "adulta" e non ragazzina: hmmm, si vede che mi hai trasmesso un animo che sa di leggerezza, come dire, di giovanile modo di essere interiore e lo trovo simpatico. Orbene: non sono promotore dei suoi libri come prefessione, no, ma sono appassionato fin nel profondo delle vicende di questo mondo ancestrale, ricostruito in modo plausibile dalla Auel, a tal punto da averlo "vissuto" nel mio immaginario come un qualcosa di antico e veramente esistito. Tre anni fa, creai su facebook il mio primo gruppo e lo dedicai all'amore per Ayla e Giondalar e per il romanzo "Le nebbie di Avalon"; da un anno a questa parte, il gruppo di appassionati è cresciuto molto e tutti noi abbiamo seguito il lungo iter burocratico ed editoriale col quale la Longanesi ha pubblicato il sesto romanzo, seppur con colpevole ritardo di un anno rispetto al resto d'Europa (e solo l'Italia!), arrivando a mandare sentite e veementi proteste alla casa editrice. Sì, mi è mancato il fiato a leggere che una di noi vuol mollare la meravigliosa esperienza di leggere quest'epopea del Paleolitico, un mondo antico ambientato da animali preistorici estinti e magnifici e da un'altra specie di esseri umani, i cugini di Neanderthal, e in questo contesto si muovono e vivono le loro vite avventurose, personaggi bellissimi e meravigliosi come Ayla e Giondalar... Grazie perchè allora ti è "arrivato" il mio messaggio di passione: troncare lì la saga, renderebbe incompleta la tua esperienza con codesto mondo, dove amici lontani vivono le loro vite mosse da fili di un destino remotissimo dal nostro. Io voglio saperlo, come va a finire... Ma se tu non te la senti, beh, è tua la scelta. Mi è solo parso che la tua intenzione fosse mossa da un blocco negativo di rifiuto. Se è così, ti dico: supera l'impasse, e vedrai che ti piacerà (o almeno lo spero). P.S. : qualora avessi voglia di visitare il nostro gruppo su FB e decidessi di farne parte, esso si chiama "Innamoràti di Ayla e Giondalar e delle Nebbie di Avalon". Ciao e grazie e ora la palla a te! ;-)

    RispondiElimina
  31. x Miticogabry ho letto solo tre libri,e mi son già
    venuti a noia.Ma sta perfezione dei protagonisti de
    sta serie dove la vedi?Fai commenti troppo
    mielosi,Giondolar qua e Ayla la manco fossero dei,vorrei farti una domanda alla spicciola:ma se tu fossi stato al posto suo mi stai dicendo che la tua donna ti tradiva davanti agli occhi e te la saresti ripresa così senza dire niente,ma x me si poteva tenere l amante tutti i mammut.e poi vorrei vedere le signore se fosse stato il contrario ,lui al posto di lei che la tradiva quante imprecazioni!altro che povero Giondolar .x me lui protagonista patetico e lei be..non ne parliamo proprio. saluti da Alex

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  32. Ciao Miticoo!
    Mi hai fatto sorridere con la battuta sul Vespaio (spero che in qualche modo non ti abbia intimorito) e quando ho letto che, con te, ho un altro modo di fare ho proprio riso. Non ti sei reso conto che, sei tu a fare la differenza. Vedi, per quanto ci siamo trovati in disaccordo sulle nostre opinioni, ti sei comportato in modo civile, cosi come deve essere. Inoltre ti sei attenuto a ciò che ho scritto sui libri ed io sono ben consapevole che, se esprimo il mio parere sui suddetti, ci sarà sempre chi non la pensa come me, ma non mi aspetto certo attacchi personali, come chiunque penso. Perciò, come non apprezzare la tua correttezza? La mia “modalità” accattivante, come la definisci tu, fa parte del mio modo di essere (parola di chi mi conosce), niente di artificiale o studiato. Tornando ai nostri libri, sicuramente il lavoro della Auel, come tu stesso hai confermato, ti ha colpito non poco, ma per te, sono passati anni dall’ultimo libro che hai letto, invece io, mi son “bevuta” i primi quattro racconti in meno di due settimane. Un po’ per questo e un po’ perché non ne sono stata catturata pienamente, ho deciso di interrompere la lettura. Capisco bene il tuo amore per questa saga, del resto anch’io ho i miei amori letterari, ma voglio essere sincera piuttosto che dirti, tanto per… li leggerò subito. Comunque, come ho già scritto più su, in altri commenti, lascerò una porta aperta verso il futuro, non si sa mai e intanto, accetterò il tuo gentile invito e visiterò il sito che hai dedicato ad Ayla e Giondalar su Facebook. Devo avvisarti però (non ti sorprendere), che non sono un’iscritta,perciò ti chiedo: si può visitare senza essere iscritti? Altrimenti chiederò a qualche mia amica di farmi entrare in questo tuo mondo, a dare un’iniziale sbirciatina, attraverso la scorciatoia del suo profilo (non prendermi per un’infiltrata alla 007), giuro che i social network non sono la mia passione. Per quanto riguarda “Le Nebbie di Avalon”, presumo che tu le abbia lette, sono sulla stessa scia della saga della Auel? Fammi sapere, ciao!
    Anna

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  33. Miticogabry30/3/12 8:58 PM

    Ok, accetto le idee degli altri; se non piace inutile continuare. Per Anna: occorre essere iscritti a FB e al mio gruppo per poter leggere le idee e le notifiche di noi appassionati. "Le nebbie di Avalon" è un romanzo "fantasy-storico" ambientato nella Britannia del quarto secolo dc, quando i Britanni - abbandonati a se stessi dai Romani - si riorganizzano per resistere alle invasioni dei Sassoni e i vari re di Albione si riuniscono riconoscendo la supremazia di un solo Grande Re: Uter Pendragon prima e poi suo figlio Artù, dell'isola sacra di Avalon, presso Glastonbury, in Cornovaglia. In uno scenario storico crepuscolare, tra battaglie lontane, amori, magie, religioni antiche celtiche della Dea e nuove del Cristianesimo delle origini, si muovono personaggi leggendari: Artù, Ginevra, Lancillotto, Merlino di Britannia, Galvano, Tristano e Isotta, Uter Pendragon, Morgause, Igraine, il Duca di Gorlois, Viviana, la Dama del Lago e altri... Il tutto narrato, dall'infanzia alla morte di Re Artù, sepolto ad Avalon, dalla sorella del re dei Britanni: Morgana, sacerdotessa dell'antica Dea, destinata a scomparire come la sua religione, dall'avanzata del Cristianesimo e dalla marea degli invasori Sassoni...

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  34. Miticogabry,
    mamma mia che freddezza, ho sentito una folata di vento proveniente dall'artico. Magari è per via delle spiegazioni, so che non è il sito adatto, ma volevo che rispondessi si o no all' ultima domanda, niente di più. Scusa...
    Anna

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  35. Miticogabry31/3/12 3:32 PM

    Uh???? Devo aver sbagliato qualcosa... Non pensavo di essere stato freddo... Ho narrato brevemente il fascino che provo per un romanzo unico, quello della Zimmer Bradley, come non avevo mai fatto prima; scusami tu se non mi sono espresso come pensavi. Un abbraccio, Gabry! :-))

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  36. xmiticogabry..suhashahsuahahsokais okais q_i_d_c_m_l_z_.....saluti alex..

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  37. Mitico!
    sicuramente è stata solo una falsa impressione, non mi sembravi più tu. Volevo solo ringraziarti per la pazienza. Un affettuosissimo saluto per te.
    Anna

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  38. Miticogabry1/4/12 8:55 AM

    Tutto bene, Anna: grazie a te per la simpatia!

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  39. Miticogabry1/4/12 9:13 AM

    Cara Anna: solo ora ho capito il tuo fraintendimento! La freddezza che hai percepita era dovuta al fatto che rispondevo inizialmente al post di Alex, scritto prima del tuo e non proprio carino, perchè essendo in disaccordo con i miei commenti, ha scritto con toni che paiono più attacchi diretti al mio modo di vedere e percepire le cose, piuttosto che attenersi ad una critica corretta, costruttiva e rispettosa dei gusti altrui... Tutto è chiaro, ora. ^_^

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  40. Miticogabry,
    Che carino che sei a spiegarmi! Comunque, l’importante è che non ce l’avevi con me per le spiegazioni fuori luogo che ti avevo chiesto. Mi son detta, nel frattempo che leggevo, che quel commento professionale e tecnico non era da te, che di solito metti il cuore nelle tue risposte, perciò te l‘ho fatto notare. Spero non ti abbia dato fastidio che me ne sia accorta, ma non mi sono “meritata” il soprannome di “strega” per nulla … ahahahhahahhahah. Se mai dovesse capitare ancora , prometto di non farne parola. Ciao e grazie!
    Anna

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  41. Miticogabry2/4/12 2:45 AM

    Prego, Anna: l'importante è che ci siamo compresi; è bello che hai capito che scrivo col cuore e mi piace sapere che il messaggio sia "arrivato". ^_^ Queste esperienze mi fanno capire che bisogna leggere attentamente le risposte altrui e poi rispondere con calma, e frenare l'istinto, che ci può far sbagliare e creare fraintendimenti... Tra l'altro, proprio leggendo il sesto romanzo della Auel, mi sono imbattuto in un episodio in cui Giondalar per difendere Ayla minacciata di morte, dimentica di frenare i suoi istinti e reagisce con violenza, colpendo colui che faceva del male alla sua donna (un bruto violento); questo mi ha fatto ricordare quante volte nei libri precedenti lo stesso Giondalar aveva spiegato come aveva dovuto educarsi alla calma, perchè se si lasciava andare al libero sfogo, avrebbe fatto del male a qualcuno, come già da giovane tra la sua gente. Ecco spiegata la ragione della sua non reazione alla feroce gelosia causata dalle attenzioni di Ranec verso Ayla, cosa che per me era comprensibile, anche se mi ha fatto soffrire non poco! Io mi sarei fatto sotto, ma io non sono Giondalar... O sì? Un pochino, nel senso che con l'altra metà del cielo, percepisco come il cercare di comprendersi e il capire al volo ciò che una donna dice fra le righe, non sia sempre immediato per noi ometti e spesso se non ci si parla, si finisce che ci si allontana come è successo tra i Mamutoi per i nostri due eroi (rima baciata)! Oddio, sto divagando Anna: mi fermo qui. Allora, ciao "streghetta"! ^_^

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  42. serie_il sito delle dolciezze
    anyla_sei freddo
    mitogogolar_ti abbraccio
    anyla_si affettuosisimo
    usauhsahshuahs_raga il bacio alla 2._auusahsauh baciamo le mani alex

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  43. xmiticogabry_ parli di attacchi personali e intanto non hai risposto alla mia domanda te la sei svignata :).saluti alex

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