Cari lettori,
parliamo oggi del secondo libro della serie dedicata a Jane Austen adolescente da Cora Harrison, Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato, pubblicato da Newton Compton a maggio. Vi è sfuggito qualcosa, dite? Il primo? Il primo, I was Jane Austen’s best friend, se vorrete, lo dovrete leggere in inglese… Io l’ho fatto (QUI potete trovare la mia recensione) e vi posso assicurare che è un libro molto divertente che vale la pena leggere. E sì, confermo che, se doveste leggere Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato prima di leggere I was Jane Austen’s best friend, vi sembrerebbe di esservi persi qualche pezzo del puzzle!
Titolo: Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato
Titolo Originale: Jane Austen stole my boyfriend
Traduzione di Stefania Di Natale
Casa Editrice: Newton Compton
pagine: 320
prezzo: € 9,90
Data pubblicazione: 10 Maggio 2012
Trama: Inghilterra, 1791. Jane Austen e sua cugina Jenny trascorrono le vacanze di primavera a Bath, tra balli di gala, pettegolezzi e sale da tè. Jenny ha trovato l’uomo giusto da sposare, l’affascinante e coraggioso capitano Thomas Williams, ma ha bisogno dell’aiuto di Jane per coronare il suo sogno d’amore e superare le resistenze del fratello, il pavido Edward-John, che si rifiuta di acconsentire alle nozze. Jane, invece, non ha ancora trovato il principe azzurro: il suo fascino e la sua arguzia, sorprendenti per una quindicenne, attraggono molti pretendenti, anche quelli su cui hanno già messo gli occhi altre ragazze… E così, suo malgrado, la ragazza si ritrova al centro di uno scandalo che potrebbe rovinarle la reputazione e mettere fine a tutte le sue speranze di trovare il vero amore. Tra storia e finzione, sontuose sale da ballo e sfarzose boutique, Cora Harrison ci offre il delizioso ritratto di Jane Austen da ragazza, nel diario segreto di sua cugina Jenny.
BOOKTRAILER
RECENSIONE
Vi è mai capitato di andare al cinema ma, per uno sfortunato contrattempo, scoprire che siete arrivati quando sta per iniziare il secondo tempo del film? Immagino di sì. Di solito come vi comportate? Entrate ugualmente o preferite aspettare il prossimo spettacolo per vedere il film dall’inizio? Tenete comunque conto che, entrando al secondo tempo, capireste — quasi — tutto. Supponiamo per assurdo, però, che tutte le pellicole in circolazione siano difettose e che il primo tempo manchi del tutto. Che fareste in questo caso? Vi dico cosa avrei fatto io: sapendo che questo era uno dei film che mi interessavano maggiormente nella produzione cinematografica di quest’anno, mi sarei procurata il dvd in lingua originale e poi sarei andata al cinema a vedere il famoso secondo tempo. Tutto questo preambolo per dirvi che — sapendo da tempo dell’uscita di questo libro — ho ordinato da The Book Depository I was Jane Austen’s Best Friend e l’ho letto prima di Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato, per trovarmi pronta e per farvi una recensione completa. E meno male! In questo modo sono riuscita a gustare appieno questo bellissimo romanzo.
Cora Harrison ha scritto questi due romanzi per fare avvicinare gli adolescenti a Jane Austen, permettendo loro di entrare nel pieno della sua vita di quindicenne, una vita colma di calore familiare, impegni sociali e balli, come si confaceva a una fanciulla della buona società dell’epoca. Narrato dalla voce, o meglio, dalla penna della cugina Jenny Cooper (in realtà la protagonista si chiamava Jane, ma la Harrison ha — per ovvi motivi — evitato la coincidenza dei nomi) attraverso il suo diario segreto, Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato esplora il periodo dell’adolescenza della scrittrice, trascorso a Bath a casa degli zii materni, Leigh-Perrot. Il titolo è piuttosto ambiguo: in realtà Jane Austen non ruba alcun fidanzato a Jenny, né a nessun’altra. Non pensate subito al peggio, però! Il titolo italiano è la traduzione letterale del titolo originale. In realtà la Harrison ha voluto mettere in evidenza la natura sbarazzina di Jane Austen, una ragazzina piena di verve, civettuola, che si diverte a flirtare con tutti i giovani di sua conoscenza — di solito i suoi vecchi amici d’infanzia e compagni di giochi innocenti. Del resto, in Orgoglio e Pregiudizio, a proposito di Lydia e di Georgiana, la scrittrice definiva i quindici anni l’“età critica”, l’età di passaggio dalla fanciullezza all’età adulta, quella in cui le giovani corrono il rischio — a causa di passioni improvvise e decisioni impulsive — di distruggere la propria reputazione e magari la propria vita.
Jane Austen è delineata perfettamente ed è proprio quella che impariamo a conoscere dai suoi scritti giovanili: ironica, dissacratrice, geniale e un po’ folle. Grazie ai foglietti che dona a Jenny per il suo Diario, riusciamo a volte a sentire anche la sua voce (naturalmente si tratta di brani tratti dagli Juvenilia). Se nel primo romanzo la scena era la canonica di Steventon, la casa in cui Jane Austen crebbe, in Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato ci spostiamo a Bath, dove la Austen visse successivamente, che ritroviamo come ambientazione di due dei suoi romanzi cosiddetti ‘canonici’. A Bath, dai Leigh-Perrot, gli zii materni che in seguito adotteranno il nipote James Edward Austen-Leigh — figlio del fratello James e futuro biografo della scrittrice —, ripercorreremo passo passo un episodio realmente accaduto: quello che vide coinvolta Mrs Leigh-Perrot nel furto di una pezza di pizzo, con relativo processo. La ricostruzione storica degli avvenimenti è perfetta, dal momento che la Harrison si è avvalsa degli atti del processo e degli scritti di una fonte autorevole: Deidre Le Faye, colei che ha raccolto e ordinato tutte le lettere giunte fino a noi di Jane Austen. Come nel libro precedente, oltre ai personaggi storici, la Harrison inserisce personaggi che avrebbero potuto ispirare la scrittrice nei suoi romanzi. In casa Forster, al numero 3 di Laura Place — dove farà risiedere Lady Darlymple in Persuasione — incontra un gruppo di militari: il tenente Carter, il tenente Denny, il tenente Brandon e il colonnello Forster. Ma… vi ricordano niente questi nomi?| Una delle illustrazioni di Susan Hellard |
Il protagonista maschile, Thomas Williams — il famigerato fidanzato di Jenny Cooper del titolo —, assomma le caratteristiche di molti eroi austeniani. Innanzitutto è un capitano di marina come Wentworth in Persuasione. Il suo rapporto con Jenny, però, somiglia più a quello che c’è fra Mr Tilney e Catherine Morland, vuoi per l’età e il carattere di Jenny, vuoi per i luoghi in cui si svolgono le vicende, che sono gli stessi de L’Abbazia di Northanger. La scena in cui Jenny conosce lo zio di Thomas, l’Ammiraglio Williams, richiama fortemente quella in cui il Colonnello Tilney vede la prima volta Catherine Morland. E la sorella di Thomas si chiama Elinor, come una delle eroine austeniane ma, soprattutto, quasi come Eleanor, la sorella di Henry Tilney. Il rapporto fra il capitano Tilney e la sorella, invece, è molto simile a quello fra Mr Darcy e Georgiana: protettivo e affettuoso. Nel romanzo compaiono anche personaggi storici che sono contemporanei a Jane Austen, ma che non fanno parte della sua cerchia di amicizie, come Lady Georgiana Spencer, la duchessa del Devonshire, che a Bath dilapida fortune al gioco. Personaggio storico e personaggio collegato a Jane Austen è Eliza de Feuillide, cugina e poi cognata della scrittrice, dalla vita assolutamente romanzesca, che interagisce con le nostre due protagoniste, consigliandole dall’alto della sua esperienza e della sua grande forza vitale.
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| Eliza de Feuillide |
Divertenti anche le illustrazioni che accompagnano il testo. Jenny è nel romanzo un’abile disegnatrice e si diverte a fare schizzi sul suo diario di tutto ciò che la colpisce. In realtà — essendo un romanzo rivolto agli adolescenti — Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato si avvale delle abili mani di Susan Hellard per un effetto più accattivante.
La Harrison riesce pienamente a centrare l’obiettivo di fare avvicinare le adolescenti a Jane Austen. Infatti, gli avvenimenti narrati e lo stile semplice e appassionato di una sedicenne qual è Jenny Cooper ci fanno desiderare di conoscere meglio la scrittrice e ci spingono a leggere o rileggere le sue opere — anche quelle meno note — per addentrarci ancora di più nel suo mondo. Inoltre, conosciamo aspetti meno conosciuti della sua biografia e della sua famiglia, raccontati in maniera giocosa, ma non per questo meno vera. E questo aspetto dei romanzi della Harrison li rende interessanti anche a chi l’adolescenza l’ha superata già da un po’. Un libro assolutamente delizioso, con l’unica pecca costituita dalla prima parte mancante. Una pecca a cui la Newton Compton potrebbe porre rimedio traducendo al più presto I was Jane Austen’s Best friend (Ero la migliore amica di Jane Austen).
La Harrison riesce pienamente a centrare l’obiettivo di fare avvicinare le adolescenti a Jane Austen. Infatti, gli avvenimenti narrati e lo stile semplice e appassionato di una sedicenne qual è Jenny Cooper ci fanno desiderare di conoscere meglio la scrittrice e ci spingono a leggere o rileggere le sue opere — anche quelle meno note — per addentrarci ancora di più nel suo mondo. Inoltre, conosciamo aspetti meno conosciuti della sua biografia e della sua famiglia, raccontati in maniera giocosa, ma non per questo meno vera. E questo aspetto dei romanzi della Harrison li rende interessanti anche a chi l’adolescenza l’ha superata già da un po’. Un libro assolutamente delizioso, con l’unica pecca costituita dalla prima parte mancante. Una pecca a cui la Newton Compton potrebbe porre rimedio traducendo al più presto I was Jane Austen’s Best friend (Ero la migliore amica di Jane Austen).
L'AUTRICE
Cora Harrison, nasce a Cobh, nella Contea di Cork, in Irlanda. Fra i sette e i tredici anni si ammala e spesso non può andare a scuola, ma è costretta a letto, a casa o in ospedale. Così trascorre il suo tempo ad inventare delle storie. A quattordici anni si ristabilisce e incomincia a frequentare regolarmente la scuola. Si laurea all’University College di Cork e, dopo la laurea, si trasferisce in Inghilterra. Lavora come insegnante e come preside, prima di decidersi a scrivere il suo primo romanzo. Da allora ha pubblicato 26 romanzi per ragazzi. My Lady Judge è stato il primo di una serie di gialli per adulti ambientati nella storia Celtica medievale. Essi introducono Mara, Brehon del Burren (il brehon è un’antica figura gaelica di giudice e il Burren è una regione dell’Irlanda). Cora ha scritto libri per bambini di ogni età e spesso viaggia per l’Irlanda incoraggiando i ragazzi dai 6 agli 11 anni a sviluppare il loro talento nella scrittura. Sito Autrice
Cora Harrison, nasce a Cobh, nella Contea di Cork, in Irlanda. Fra i sette e i tredici anni si ammala e spesso non può andare a scuola, ma è costretta a letto, a casa o in ospedale. Così trascorre il suo tempo ad inventare delle storie. A quattordici anni si ristabilisce e incomincia a frequentare regolarmente la scuola. Si laurea all’University College di Cork e, dopo la laurea, si trasferisce in Inghilterra. Lavora come insegnante e come preside, prima di decidersi a scrivere il suo primo romanzo. Da allora ha pubblicato 26 romanzi per ragazzi. My Lady Judge è stato il primo di una serie di gialli per adulti ambientati nella storia Celtica medievale. Essi introducono Mara, Brehon del Burren (il brehon è un’antica figura gaelica di giudice e il Burren è una regione dell’Irlanda). Cora ha scritto libri per bambini di ogni età e spesso viaggia per l’Irlanda incoraggiando i ragazzi dai 6 agli 11 anni a sviluppare il loro talento nella scrittura. Sito Autrice





Io ho letto solo questo secondo libro della serie e, tutto sommato, mi sono raccapezzata più che discretamente.
RispondiEliminaPurtroppo il romanzo non ha esattamente gratificato il mio gusto personale. Personalmente l'ho trovato un po' troppo da ragazzine e io leggo libri per ragazzi, anche per bambini, ma questo non mi ha conquistata. Tra l'altro, credo che se l'avessi letto da adolescente avrei trovato Jane Austen piuttosto antipatica perché troppo civettuola e molto diversa da come ero io... all'epoca ero decisamente immatura e le mie prospettive erano ristrette. Credo che i ragazzi di oggi abbiano una mentalità più aperta, ma penso che la Austen potrebbe comunque risultare antipatica a un'adolescente per come appare qui.
E fin qui si tratta di sensazioni personali. Quello che, invece, ho davvero percepito un po' come un difettuccio è stato il dare poca importanza al rapporto tra Jane e la sorella Cassandra.
Ludo.
Io ho trovato Jane Austen perfettamente coerente con quella che traspare dai suoi scritti giovanili (Juvenilia): ironica, civettuola e un po' folle. Non è detto che una persona così ironica sia per forza simpatica a tutti, anzi! Ma qui la protagonista è Jenny, non Jane. E' lei che deve risultare simpatica! ;)
EliminaIl libro, come ho ampiamente spiegato, è rivolto proprio a un pubblico di ragazzine, di adolescenti, che magari hanno appena letto per la prima volta - come capita nei paesi anglosassoni - Orgoglio e Pregiudizio come compito per la scuola. Questo libro serve per approfondire la vita dell'autrice facendola vedere loro come una ragazzina della stessa età, con interessi simili.
Riguardo al rapporto con Cassandra: anche nel primo libro sembra essere meno profondo di quello che ci appare dalle lettere di Jane Austen. Però bisogna tener presenti due fattori fondamentali:
1- Non sempre le due sorelle si recavano negli stessi luoghi, anzi, capitava spesso che fossero in visita da diversi parenti o una delle due restasse in casa (come accade in questo libro);
2- Jane e Cassandra si toglievano quasi 3 anni. In questo romanzo Jane ha 15 anni e mezzo, quindi Cassandra ne ha oltre 18. Se in età adulta questa differenza non conta quasi nulla, per delle adolescenti conta, eccome! Fra l'altro Cassandra era tutta presa in quel periodo dal fidanzamento con Thomas Fowle, quindi la sua assenza è giustificata (e dunque vedi che nonostante ti sia raccapezzata, necessariamente qualcosa va perso se non si legge il primo 'capitolo'?)
Ad ogni modo, ritengo che il rapporto fra due sorelle adolescenti risulti totalmente diverso da quello maturo delle stesse sorelle una volta cresciute, con un percorso di vita comune (come nel caso di Jane e Cassandra). C'è ancora una sorta di rivalità, di individualismo, che solo il percorso di vita può modificare (e chi l'ha detto cosa sarebbe successo se Tom Fowle non fosse morto, o se Jane avesse accettato la proposta di matrimonio di Harris Bigg-Wither: magari ci sarebbe stato affetto fra loro, ma non quel rapporto di comunione e complicità che ebbero vivendo accanto fino alla morte di Jane).
In realtà sapevo del fidanzamento di Cassandra e in questo libro è specificato, quindi non mi sono esattamente persa. Forse se avessi letto il primo libro della serie, però, sarei riuscita a vedere i personaggi con occhi più... comprensivi, diciamo.
EliminaAnch'io ho trovato il personaggio della Austen coerente. Continuo a pensare, tuttavia, che se avessi letto questo libro da adolescente l'avrei trovata antipatica e, probabilmente, avrei letto i suoi romanzi con occhi diversi (ma allora avevo davvero delle vedute ristrette e mal sopportavo le coetanee che avevano successo con i ragazzi perché io non ci riuscivo). Vero che sono riuscita a simpatizzare con Jenny e questo è l'importante perché è la protagonista.
Ludo.
Guarda, il primo è davvero delizioso. Spero che la Newton Compton si dia una mossa a tradurlo. Anche se io avrei visto questi due libri meglio in una collana (e forse una casa editrice) diversa... ma tant'è!
EliminaSe ti devo dire la verità, non sono mica convinta che a conoscerla personalmente Jane Austen (magari!!!!) sarebbe risultata simpaticissima. Io sono molto suscettibile, ad esempio, e le sue battutine sagaci magari mi avrebbero irritata...
Vero, vero. Io sono permalosa e suscettibile e un tempo lo ero ancora di più. Per questo motivo, se avessi letto questo libro da adolescente, la Austen mi sarebbe stata antipatica in toto, anche come scrittrice (è deplorevole, ma tant'è), leggendolo ora, il personaggio mi risulta credibile punto e il suo carattere non influenza il mio atteggiamento verso la sua opera.
EliminaAlla fin fine, sono lieta di averlo letto adesso, nonostante l'abbia trovato molto da ragazzina, perché meno suscettibile a farmi influenzare negativamente da come è stata dipinta la sua personalità.
Concordo sul fatto che l'edizione Newton, per come è stata proposta e per veste editoriale, non è il massimo e forse il libro avrebbe dovuto essere pubblicato in tutt'altro modo e, magari, da una casa editrice diversa.
Ludo.
Non volevo comprare questo libro, mi sembrava che fosse una sciocchezza e che, da appassionata di Jane Austen come sono mi evrebbe irritata ma mi hai fatto cambiare idea e ti ringrazio!
RispondiEliminaP. S. A me piacerebbe un sacco trovare un'amica come Jane!
Invece io avevo I was Jane Austen's Best Friend in wishlist su Book Depository da mesi. Non appena ho saputo che sarebbe stato pubblicato questo volume mi sono affrettata a comprarlo, per poterlo leggere prima. Non solo, ho cercato di interessare anche Newton Compton (mancavano 5 mesi alla pubblicazione) perché traducesse prima il primo della serie, ma non mi hanno dato retta (probabilmente non sono riuscita ad attirare l'interesse delle persone giuste!)
EliminaCiao Gabriella, splendida recensione come al solito. Io invece a differenza di te e di Ludo adoro il fare civettuolo, ironico e peperino di Jane soprattutto se si pensa al periodo storico in cui è nata e cresciuta, non lasciarsi cambiare e sopraffare dalle convenzioni non credo sia stato facile. Anche se capisco perfettamente il punto di vista di Ludo, delle volte accade che si preferisca sapere il meno possibile degli autori dei libri che leggiamo per essere scevri da qualsiasi giudizio e pregiudizio. Solitamente l'essere umano si immedesima con più facilità in chi gli somiglia!
RispondiEliminaLeggerò il libro, mi hai incuriosita.
Grazie Caterina!
EliminaSpero solo che Newton Compton si decida a tradurre il primo libro della serie, perché questo mi è piaciuto, ma I was Jane Austen's best friend forse mi era piaciuto anche di più!