una notizia strepitosa per tutti: trovata la soluzione per uscire dall’empasse in cui ci ha stretto la crisi
del nostro Paese! Non mi credete? Coraggio, un po’ di fiducia non guasta! Senza
alcun riferimento a fatti e nomi, quante proposte hanno fatto i nostri
politicanti senza che il popolo, cioè noi, ne traesse un giovamento definitivo? Appunto! Dunque,
ascoltate, si tratta di formare una coalizione tutta italiana e tutta al femminile
(ebbene sì, tocca sempre a noi risollevare le sorti): smettiamo di fare
l'amore con i nostri uomini! Sì, avete capito bene: facciamo
come nella commedia di Aristofane, Lisistrata,
in cui le cittadine ateniesi si uniscono in uno sciopero del sesso per
protestare contro i loro mariti e contro la guerra! Potrebbe funzionare, ma dobbiamo
essere tutte d’accordo! Meg
Wolitzer, già autrice de “La stagione delle cattive madri”,
sembra credere nel potere che risiede in ogni donna di negarsi per spingere
l’uomo, marito, compagno o amante che sia, a capitolare. Le donne di Stellar
Plains, raccontate dall’autrice ne “La città delle ribelli”, edito la
primavera scorsa da Garzanti, ne sanno qualcosa. Seguitemi!
Titolo: La città delle ribelli
Autore: Meg Wolitzer
Editore: Garzanti
Data di uscita: 05 aprile 2012
Pagine: 252
Prezzo: € 16,60
Genere: Narrativa straniera
Editore: Garzanti
Data di uscita: 05 aprile 2012
Pagine: 252
Prezzo: € 16,60
Genere: Narrativa straniera
Trama: La strategia che le donne
di Stellar
Plains, nel New Jersey, adottano, più o meno consapevolmente,
per ritrovare sé stesse e i loro desideri, consiste nello smettere di fare l'amore con i propri uomini.
Così sperano di ritrovare la vera felicità. Iniziano a
rifiutare qualsiasi contatto con i loro compagni, nessuna vuole essere
sfiorata: ogni bacio, ogni carezza vengono accuratamente evitati e, lentamente,
un vento freddo inizia a soffiare tra le lenzuola di ogni camera da
letto. Fran Heller, la nuova, professoressa di teatro del liceo, è
l’icona ispiratrice delle donne di Stellar Plains: spregiudicata, o
anticonformista, qualsivoglia, Fran decide di mettere in scena Lisistrata, la
commedia di Aristofane in cui le cittadine ateniesi si uniscono in uno sciopero
del sesso per protestare contro i loro mariti e contro la guerra.
RECENSIONE
La scrittura di Meg Wolitzer risulta sin
dalle prime battute piuttosto decisa e ironica: lo spaccato di vita di una
cittadina della provincia americana del New Jersey, con le sue peculiarità, prende
vita raccontato con particolare sense of
humor, senza quasi mai annoiare il lettore. Pagina dopo pagina si riflette,
si sorride, ci si cala senza difficoltà nei panni dei vari personaggi.
Stellar Plains è solo apparentemente un luogo
felice e le coppie che l’autrice prende in esame sono il prototipo di milioni
di altre: conducono una vita tranquilla e serena, senza grandi turbamenti a
minarne le fondamenta. Tuttavia, è risaputo, l’apparenza inganna: dietro ogni
porta di casa si nascondono piccole e grandi frustrazioni che, per ovvi motivi,
si tende a non mostrare sulla pubblica piazza. La famiglia del mulino bianco
è un bel sogno, ma di fatto esiste solo in pubblicità, soprattutto nella
società di oggi, dove i legami che si creano si spezzano con desolante facilità
e la cosiddetta famiglia allargata è
una realtà che ha sempre maggiore spazio. Le storie d’amore si spengono, spesso
lentamente, a causa dell’abitudine: non è facile mantenere vivo il sentimento
senza cadere nella trappola della routine,
è molto complicato, soprattutto quando una relazione dura da molti anni.
Che fare, allora? Cercare di evitare di cadere nella routine, ovvio, ma lo sforzo deve essere comune.
Tra
i personaggi, Dory e Robby Lang – insieme dai tempi dell'università, genitori dell’adolescente Willa, entrambi insegnanti presso la
scuola di Stellar Plains –
dicono di amarsi come il primo giorno e, agli occhi dei loro studenti e della
comunità, appaiano come una di quelle coppie
miracolose che non si fermano, non si lasciano, a cui tutti guardano con
ammirazione incredula. Avrebbero
potuto andare avanti così per molto tempo, ma una notte di dicembre tutto
cambia: uno strano e invisibile incantesimo cala su Dory Lang e da quel momento fare l’amore con suo marito comporterà
uno sforzo enorme, tanto che smetterà del tutto di farlo. Stregata
dall’incantesimo, Dory si renderà
conto che fare l’amore con Robby dopo
così tanti anni non era la stessa cosa di quando erano giovani; questa nuova
consapevolezza la irriterà, la farà arrabbiare e le farà desiderare di buttare
tutto all’aria, tutto ciò che erano stati l’uno per l’altro fino a quel giorno.
L’incantesimo
non risparmia nessuna donna in tutta Stellar
Plains e, lentamente, lo stesso vento che aveva avvolto Dory s’insinua dentro e fuori le camere
da letto, congelando ogni desiderio sessuale: incontriamo così la moglie del
preside, afflitta da una sindrome di stanchezza cronica, mentre il marito ha
una relazione con la consulente
scolastica, amica di Dory. Personaggio
che, fino a poco prima, gestiva contemporaneamente e senza scrupoli di sorta più
di una relazione di tipo puramente sessuale. Che dire poi di Ruth, fresca
sposina, che ha sempre più evidenti problemi di peso? Infine c’è Willa, adolescente con tutte le
caratteristiche tipiche dell’età, nel pieno dell’ innamoramento e del primo
approccio sessuale.
La città delle ribelli è un romanzo che parla di
sesso, nello specifico parla di quello che a un certo punto si smette di fare
per scelta, per disgusto o per incantesimo. Il sesso è importante, inutile
negarlo, e in molte famiglie conta più di altro; tuttavia, in generale, si
registra un certo calo del desiderio, forse perché viviamo in un’epoca
sovraccarica di stimoli che lascia poco spazio all’intimità. La passione crolla
e le unioni finiscono, così come, pur di non ammettere la delusione e il
fallimento, molti matrimoni vanno avanti perché si fatica ad ammettere che la
passione è svanita o perché nelle quattro mura di casa ci si sente comunque
protetti, al sicuro.
Lo
sciopero del sesso delle donne di Stellar Plains mostra la loro piena consapevolezza di
possedere qualcosa, cioè la loro sessualità, che il desiderio degli uomini
rende potente come un’arma: pensiamo a Lisistrata,
la commedia del greco Aristofane, che narra dello sciopero tra le lenzuola
proclamato dalle donne perché cessi la guerra! La storia offre molti esempi di
donne che hanno usato il sesso per ammaliare il maschio e ottenere da lui
benefici. Dall’altra parte, uomini bramosi di piacere che non hanno saputo
opporsi. In questo senso, il presente non è lontano dal passato. L’autrice
descrive un quadro piuttosto inquietante, che riflette né più né meno la realtà
odierna: ansie e conflitti interiori, piccoli malintesi e ostilità sopite da tempo.
Gli uomini di Stellar Plains, come buona parte della categoria, sembrano
non accorgersi di quanto accade realmente alle loro donne: assistono impotenti
allo sciopero del sesso, lo subiscono, cercano un’alternativa al piacere che gli
manca, amante o palliativo che sia, e restano sempre un passo indietro rispetto
alle loro compagne. Da parte loro, le donne guardano la realtà in faccia, riprendono in mano il loro destino e
combattono la loro personale battaglia per salvare la coppia. Mi sembra un film già visto, un libro già letto, una
notizia dell’ultima ora già sentita: noi donne, nel bene e nel male, abbiamo
sempre una marcia in più, forse grazie alla resistenza emotiva o
alla necessità di cercare sempre delle risposte che ci contraddistingue! Che ne
pensate? Tuttavia, come dichiarano alcuni uomini verso la
fine del romanzo – quando prendono in mano la situazione e decidono di riscattarsi, riprendendosi ciò che gli è
stato tolto, dunque il rapporto d’amore con le proprie compagne, non solo il
sesso, è vero – non tutti gli uomini sono
guerrafondai, non sono animali violenti che desiderano solo che la loro
eccitazione venga soddisfatta, non sono tutti schifosi guerrieri malati si
sesso.
I temi trattati da Meg Wolitzer in questo romanzo sono importanti: il rapporto di coppia,
la famiglia, la frustrazione legata a una mancanza di realizzazione personale, l’amicizia,
l’adolescenza, la tecnologia e i suoi effetti
preoccupanti nella vita del singolo che si estranea dalla comunità. Temi
affrontati con attenzione e una certa capacità introspettiva, dando loro voce tramite
i diversi volti femminili del romanzo. Il rapporto tra adulti e adolescenti, per
esempio, e la difficoltà di dialogo che è causa di malumori e interminabili
silenzi in questa particolare fase di crescita. Una mancanza di comunicazione nell’era delle
telecomunicazioni! Contrapposizione che fa sorridere, ma reale e dolorosa a
volte, perché l’era della tecnologia, per molti versi emozionante, vede spesso
noi adulti restare un passo indietro rispetto alla nuova generazione. Il nostro
modo di relazionarci è cambiato: entriamo e usciamo dalla “casa” di presunti, o
tali, amici con facilità estrema, ma il più delle volte non esiste reale confidenza.
Tuttavia, non si può negare, Internet e
i Social Network sono la scoperta del
secolo e offrono grandi opportunità, basta, come suggerisce tra le righe
l’autrice, non abusarne e non perdere mai di vista se stessi.
Una lettura piacevole, soprattutto per i numerosi
spunti di riflessione che l’autrice offre, anche se alcuni brani descrittivi mi
hanno un po’ spazientita, lasciandomi la sensazione che un taglio avrebbe
alleggerito la storia. L ’espediente fantasioso dell’incantesimo, in contrapposizione con la serietà dei
temi trattati, ha una sua originalità: il vento arriva, strega la donna che ne
è investita e congela ormoni e sentimenti, salvo liberarli alla fine della
commedia messa in scena dagli studenti di Stellar
Plains: Lisistrata! L’incantesimo
nasce e muore con questa rappresentazione, che porta scompiglio nella cittadina
di turno, perché è destinato a ripetersi e, ogni volta, donne e uomini mettono
in scena le stesse argomentazioni. Ogni donna si guarderà dentro, si
confronterà con ciò che non le piace di sé e di quello che vive, assumendo
maggiore consapevolezza del proprio valore. Gli uomini, dal canto loro, dovendo
rinunciare a qualcosa di così fondamentale per loro come il sesso, dopo un
primo momento di smarrimento, di rabbia e frustrazione, comprenderanno che
nulla è dovuto dalle loro compagne e che è necessario il loro impegno costante
per alimentare il sentimento e, conseguentemente, il desiderio.
L’AUTRICE
Meg Wolitzer, autrice di numerosi romanzi, vive a New York City con la
sua famiglia. Presso Garzanti ha pubblicato anche La posizione(2006)
e La stagione delle cattive madri (2010).
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