Carissimi lettori di Diario,
vi segnaliamo che in questi giorni è arrivata in
libreria per Feltrinelli l’edizione economica di Non è un paese per vecchie di
Loredana Lipperini, già autrice del precedente Ancora dalla parte delle
bambine, saggio apprezzato per la sua analisi puntuale sul
radicamento degli stereotipi di genere nella mente delle bambine, che spesso si
trovano già a 10 anni perfettamente inquadrate per il proprio ruolo di future
massaie, lolite e seduttrici, così come i bambini si ritrovano già machi e
avventurieri per il loro solo interagire con pubblicità, libri scolastici e condizionamento
in casa.
Questa volta la Lipperini affronta, spostando la sua
indagine dall’inzio della vita all’età avanzata, il problema dell’obliterazione
della vecchiaia nel nostro paese, in tv come nelle strade delle nostre città: come si giustifica il paradosso di una società che rinchiude gli anziani in casa con le
badanti, che rifiuta di mostrare davanti allo schermo televisivo un volto
femminile inoffeso dal bisturi che dimostri più di cinquant’anni e che, tuttavia,
conti in maggioranza una popolazione di 50-60enni, tutti ancora alle dirigenze di
aziende e partiti?
Titolo: Non è un
paese per vecchie
Editore:Universale Economica Feltrinelli
Genere: Saggio
Pagine: 208
Prezzo: 8 euro
Contenuto: "I
vecchi sono numeri. Numeri che ci fanno paura, come quell'uno su tre che
riguarda la percentuale di anziani che abiteranno il nostro paese di qui ai
prossimi anni. I vecchi non si vedono: nei piccoli paesi capita ancora di
incontrarli al braccio di una badante dalle braccia larghe. Nelle città,
qualora si avventurassero fuori di casa, vengono superati in corsa, con una
scrollata di spalle e uno sbuffo di insofferenza. I vecchi non esistono:
appaiono di rado in televisione, specie se di sesso femminile. O meglio, si
vedono a volte quelle rare e preziose donne impossibili da ignorare, come Rita
Levi Montalcini o Margherita Hack. Quanto alle altre, a volte si mimetizzano
fra ospiti e comparse sotto i cinquantacinque anni (la soglia di apparizione
televisiva per le donne) fingendo di esserne coetanee, o accettando di recitare
l'antico ruolo della megera. I vecchi non vendono, non piacciono, non hanno
appeal: su quotidiani e telegiornali appaiono soltanto quando sono vittime di
una truffa o di un colpo di calore. O quando, se donne, osano innamorarsi di un
uomo più giovane. Se concepiscono dopo i sessant'anni, sono la vergogna del
loro sesso. Dura, comunque, poco: una copertina, un articolo nelle pagine
interne la settimana successiva, un trafiletto, e tutto è dimenticato. I vecchi
danno fastidio. È sempre stato così: ma adesso, e soprattutto nel nostro paese,
avviene qualcosa di diverso. C'è una sola generazione. Quella dei
cinquanta-sessantenni."
L'AUTRICE:
Loredana Lipperini è giornalista e scrittrice. Collabora da molti anni con le pagine culturali de “la Repubblica” e de “Il Venerdì di Repubblica”. È stata una delle voci storiche di Radio Tre. Scrive programmi televisivi. Dal 2004 ha un blog, www.lipperatura.it.



Letto diverso tempo fa, ma alcuni pezzi mi sono rimasti ben piantati in mente. Da brividi, quando parla delle case per anziani...
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