quante volte ci siamo chiesti cosa decreta il successo di un libro? Cosa lo rende un best seller? Ultimamente, non si fa altro che parlare di casi letterari planetari, anche di esordienti. Libri che incontrano il favore degli editori e dei lettori di tutto il mondo.Certo, le critiche non mancano. Si sa, più cresce la fama di un autore più lo stesso è esposto ai commenti liberi. Sta di fatto che questi libri raggiungono la testa delle classifiche, vi rimangono e si stabilizzano.
E, allora, esiste forse una speciale formula alchemica che ne garantisce il trionfo? La risposta più semplice sarebbe quella di imputare i fattori della riuscita di un libro piuttosto che di un altro alle strategie di marketing e alla manipolazione dei bisogni del mercato. Eppure, non è così. Certo, la promozione è fondamentale per far conoscere un autore e la sua opera, ma l’arcano è da ricercare nelle storie stesse. Viviamo in un’epoca in cui non si può più parlare di opera letteraria ma, bensì, di testo. Lo stesso Umberto Eco fa una distinzione tra ‘opere aperte’ e ‘opere chiuse’: le prime riguardano quei romanzi il cui significato è accessibile quasi esclusivamente all'autore, e dunque per loro stessa natura sono poco commerciali e fruibili sul mercato, nelle seconde, invece, il senso del romanzo arriva direttamente al lettore perché privo di significati e meandri profondi.
Il romanzo di successo planetario è dunque quel tipo di testo che tutti possono leggere e in cui tutti possono identificarsi. Uno stile di scrittura semplice e un carico emotivo che il lettore può fare proprio e rielaborare secondo le proprie personali esperienze. Un testo, dunque, portatore di quei canoni culturali (o se vogliamo chiamarli stereotipi) in cui ognuno riconosce una fetta di se stesso, delle proprie esperienze, della propria vita. Un testo a cui ogni lettore può rapportarsi per farlo proprio. Nulla di letterario o poetico, dunque, ma semplicemente uno specchio in cui riflettersi per poter compiere un viaggio comune insieme all'autore e alla sua storia. Sembra proprio sia questa una chiave di lettura universale, che può decretare o meno il pollice alto o quello verso.



Spesso i bestseller sono le più grosse .......... mai scritte, guardate mille sfumature di grigio, un libro semi-pornografico scritto, a mio modesto parere, con i piedi e diventato un bestseller unicamente per la pubblicità che gli hanno fatto!!!
RispondiEliminasi, insomma, è chiaro che ci sono best seller che davvero poi non degni di questo titolo ed altri che invece lo sono solo per un fatto di vendite....
RispondiEliminaIl caso citato da bonus sulle sfumature resterà sempre un mistero letterario: come ha potuto diventare un best seller, io mai lo capirò davvero!!
sarà il tempo a dirci quanto di questi "casi editoriali" poi saranno davvero ricordati come dei "fari" nella letteratura o se saranno solo delle meteore passate e dimenticate ...
:) veramente un mistero letterario... hai proprio ragione, però dimostra, in maniera imbarazzante, quanto sia "basso" e "sessulmente deviato/represso" (passatemi il termine)il pensiero delle persone, che portano un libro erotico puerile ai vertici di una classifica elitaria che dovrebbero rappresentare il meglio del modo di scrivere sia nel modo, nei temi che nella sintassi (assolutamente inconsistente nel libro in questione)...
EliminaIl tutto perché Eco, per quanto riguarda l'arte (letteratura compresa), tende a essere profondamente anceschiano. C'è una grossa fetta dell'estetica che pensa che la letteratura sia polisemica, indipendentemente dai significati specifici che l'autore cerca di inserire e vede nella propria opera. La letteratura non è saggistica e contiene dei significati e dei messaggi che non sono esclusivamente quelli che ci vede l'autore, ma anche quelli che individuano i lettori. Che poi, a volte, i lettori non ci vedano niente è un altro discorso.
RispondiEliminaPer il resto, è da circa due secoli e mezzo che resiste la letteratura popolare moderna proprio perché:
«Il romanzo di successo planetario è dunque quel tipo di testo che tutti possono leggere e in cui tutti possono identificarsi. Uno stile di scrittura semplice e un carico emotivo che il lettore può fare proprio e rielaborare secondo le proprie personali esperienze.»
che ripropone sempre gli stessi temi e gli stessi modelli, ma declinati secondo i cambiamenti che avvengono nella società.
Ludo.
Diciamo che è un lungo periodo di tempo che i grandi casi letterari mondiali sono delle vere e proprie "cavolate" in cui difficilmente ci si può identificare. Sembrano tutti scritti della stessa persona e seguono tutti gli stessi canoni stilistici e tematici. Io sono sempre più convinta che questa sorta di boom sia dovuto ai tanti giovani (giovanissimi) lettori che si sono avvicinati alla letteratura apprezzando soprattutto alcuni temi "soft" e dalla necessità del lettore medio di leggere ovunque e in fretta, quindi un libro di facile approccio! Naturalmente queste sono mie osservazioni personali!
RispondiEliminaParliamoci chiaro, correggetemi se sbaglio, secondo me il problema è che in generale il problema è un abbassamento generale di cultura che aimè ha abbassato il livello generale medio... Guarda caso negli ultimi anni, sempre a mio modestissimo parere vediamo personaggi decisamente discutibili sulla cima del mondo che vengono considerati modelli da seguire.. per non parlare anche di musica e film, dove vengono dati giudizi super positivi a canzonette (sempre di più) e film blockbuster solo di effetto e per niente di valore!! Io nel bene e nel male rimango fedele al "vecchio", musica di 10/20 anni fa (tranne rari casi), vecchi best seller (ultimo libro letto: chiedi alla polvere, BELLISSIMO)...
RispondiEliminascusate l'inizio del commento non in "italiano" :P l'ho scritto facendo altre mille cose ed è venuto fuori così, però il senso si capisce dai... :)
RispondiEliminaCiao a tutti,
RispondiEliminae grazie per aver seguito e commentato questo post, scritto senza alcuna velleità e sulla base di considerazioni generali sui trend del mercato editoriale. Credo che, quando si parla di libri più o meno amati dal pubblico, più o meno boom editoriali, non esista una formula alchemica o una verità assoluta. Tuttavia, sono d'accordo con chi dichiara che, forse, ci sia ormai un livellamento culturale che sta inesorabilmente scendendo verso il basso, un'omologazione dei gusti in fatto di lettura. Fatto sta che Cinquanta sfumature (libro che, ci tengo a precisare, non ho apprezzato) ha venduto qualcosa come 50 milioni di copie, e non sono bazzecole. Una realtà che, purtroppo, nessuno può ignorare. Ora, questo potrebbe voler dire che:
I lettori richiedono letture "spensierate", qualcosa da leggere nei ritagli di tempo per passare qualche ora senza interrogarsi sulla creazione del cosmo o del perché esistiamo.
Le case editrici hanno un potere di "lavaggio del cervello" non indifferente.
I bisogni dei lettori corrispondono con quello che è veicolato dalla promozione di un autore e della sua opera.
Al di là delle possibili spiegazioni, rimane un interrogativo:
Perché alcuni libri sì e altri no?
Forse, la risposta va ricercata nei cambiamenti che la nostra società ha subito, nello sgretolarsi dei ruoli maschile e femminile, nella perdita di alcuni valori. E in un crescente individualismo. Il testo è divenuto, IHMO, un fatto personale, non più una testimonianza di critica o denuncia sociale, o semplicemente un'analisi dell'essere umano. Oggi,si cerca l'evasione, non più la riflessione.
Personalmente non riesco a condannare il trend perché, quando ricerco l'evasione, sono la prima a leggere un libro senza troppe pretese piuttosto che guardare la televisione, andare a fare una passseggiata, andare a fare shopping, andare a teatro, navigare in internet... è nel mio modo di essere e sono contenta di poter avere facile accesso a una narrativa che tenda soprattutto a intrattenermi piacevolmente e a farmi circolare serotonina nel sangue.
EliminaQuanto all'individualismo, il discorso è molto complesso, ma se c'è qualcosa che apprezzo profondamente dell'eredità illuministica è la rivalutazione dell'individuo, del singolo rispetto al gruppo, senza cadere nell'egoismo però, come talvota può accadere.
Quanto all'abbassamento culturale, per quanto la prospettiva dall'interno non sia meno importante di una visione d'insieme, il fatto che la cultura cambi, non significa necessariamente che si abbassi, per così dire.
Quanto ai ruoli maschile e femminile, sembra che sia ancora difficile nela letteratura contemporanea esprimere una parità di diritti, ma non di sessi... ma ci si sta lavorando.
Ludo.
Che bel dibattito si è aperto qui sotto :)
RispondiEliminaE' difficile esprimere la mia personale idea dopo aver letto articolo e argomentatissimi commenti...
Appoggio il primo commento, quando viene detto che è la spinta della promozione a incuriosire ad acquistare un libro che è pubblicizzato perché si dice che "è il primo in classifica, più comprato del mese" e magari, sotto quella influenza, si basa tutto il seguito.
Poi è ovvio che ci vuole una storia da far leggere.
Ma non è detto che quella storia sia stilisticamente migliore di altre, basta dare al lettore quello che vuole leggere: una storia leggera, coinvolgente ed emozionante.
I veri bei libri sono quelli scritti bene, con personaggi per caratterizzati e contesti sociali non abbozzati.
Tutti sti romanzetti degli ultimi anni mancano di questo importante elemento eppure sono letti con foga... da persone che ormai non richiedono più certi elementi stilistici come quelli che ho citato sopra!
Chi se ne importa se non mi viene raccontata una storia collocabile in un determinato contesto storico? Meglio andare direttamente al sodo e gustarmi la vicenda amorosa dei protagonisti.
Hanno tutti mangiato la foglia e piuttosto che darci un romanzo completo, ci danno le due briciole che ci bastano per classificare il libro come leggibile, apprezzabile e comprabile.
Sarò stata sempliciotta, ma ho paura che sia così.
Sono la prima che, con una vita tutta incasinata e piena di stress, non si può permettere la lettura de "Il conte di Montecristo" prima di andare a dormire... piuttosto una cagatina di Fabio Volo che, se anche salto due righe, chi se ne fotte... mica perdo particolari importanti!
Non leggiamo più capolavori per lo stesso motivo per cui non imbastiamo più storie serie: la vita di oggi è una merda, ci impegna troppo e non abbiamo più tempo e testa da dedicare a nient'altro che non sia l'obbiettivo di chiudere la giornata con due soldi in tasca guadagnati per fortuna!
Sono d'accordo con Giornalista Chiacchierona.
RispondiEliminaLe storie sembrano ormai seguire il trend del cheap and fast,che caratterizza l'andazzo della società in cui viviamo. Evasione spicciola, da gustare tra un momento e l'altro di una vita frenetica, in cui, purtroppo, non si ha più tempo per fermarsi a riflettere. Per carità, non è che sia sempre necessario leggere libri impegnati: la storia divertente, se ben scritta, piace a tutti. Solo che, ecco, mi sembra che le proposte editoriali si somiglino un po' tutte.