giovedì 25 ottobre 2012

Narrativa Young Adult: analisi di un successo

Young Adult: come, dove, perché di un successo globale.

Non è un mistero che il numero di libri YA pubblicati in Italia, da un paio di anni a questa parte, sia in continua ascesaUn fenomeno che per molti ha dell’incredibile e che, girovagando nel web, tra blog e articoli vari, spesso viene condannatoPrima di addentrarci nel fulcro della questione, provando ad analizzare i motivi che hanno portato gli editori a invadere il mercato (italiano e non, visto che in America il fenomeno è notevolmente più esteso), vorrei far chiarezza su cosa si intende quando si parla di Young Adult o di libri per giovani adulti.

YA non è un’etichetta nata a tavolino, né una caratterizzazione di un preciso genere, ma con questa espressione (nata dal linguaggio colloquiale e poi diventata di uso comune e adottata da editori, giornalisti e blogger) si indica un target di persone alle quali i libri, così definiti, sono rivolti. Questi libri si rivolgono a quei giovani (e non solo adolescenti!) che sicuramente hanno superato quella soglia d’età che l’editoria cataloga nei “libri per ragazzi” ma che, idealmente, non ha confini di età. Diciotto anni? Venticinque? Quarantatré? Cinquantasei? Il libro che viene così “catalogato” può piacerti. 

Un errore che si fa comunemente è quello di intrappolare lo YA in un genere specifico o in uno schema di storia famosa. Lo YA non è solo Twilight, perché non è solo il genere Urban Fantasy. Può essere quello a carattere distopico (vedi Hunger Games e il suo successo planetario, la trilogia di The Giver o l’attesissimo e di recente uscita Across the Universe di Beth Revis che aggiunge elementi prettamente Sci-Fi e che ha creato scompiglio in patria). Può essere quello che mescola il carattere retrò e fumoso dello steam punk con i vampiri e altre creature (Vampire Empire dei coniugi Griffith oggi al secondo capitolo in Italia). Può esserci anche un trait d’union tra lo storico e il paranormal (Libba Bray con la trilogia su Gemma Doyle sono un esempio di questo felice connubio soprattutto visto che, nonostante abbia scelto un’epoca diversa, ripropone il mix storico-paranormal in La Stella Nera di New York). Non dimentichiamoci poi dei contemporary a tematiche forti: realistici, perché ricercano nella realtà quotidiana il loro world building, fatti per pensare, discutere, crescere (Proibito di Tabitha Suzuma è stato un caso editoriale in Italia e all’estero per il tema dell’incesto, Wintergirls di L.H. Anderson invece parla di anoressia, mentre Luna di Julie Anne Peters tratta la transessualità).



Naturalmente lo YA è anche Urban Fantasy, ma anche qui si può avere un prodotto che si avvicina di più al paranormal o qualcosa che ritorna verso il fantasy più puro. L’importante è non crearsi dei paletti mentali perché l’UF/YA non è solo vampiri ma, nonostante la richiesta sia continua e vorace, altre sono le creature fantastiche a cui gli autori hanno cercato di attingere regalandoci nuove mitologie e nuove soluzioni: fate (chi non conosce Melissa Marr e la sua serie iniziata con Wicked Lovely?), angeli (Becca Fitzpatrick e la Hush Hush Saga ha avuto decisamente molto successo anche in Italia), draghi (un esempio è Firelight di Sophie Jordan con i suoi “draki” oppure Seraphina - La Ragazza con il cuore di drago di Rachel Hartman uscito il 16 Ottobre) o magari sirene (da Tricia Rayburn di Sirene alla Greenwood Brown con il recentissimo Un Bacio dagli Abissi) e molto altro ancora.

Forse mi sono dilungata troppo nella spiegazione di cosa voglia dire Young Adult e in quanti modi e generi lo si possa trovare, ma questo renderà più chiaro e immediato capire il perché del suo successo. Dall’America all’Italia, passando per Germania ed Inghilterra, l’incremento di pubblicazioni che si rivolgono al target dei giovani adulti è andato aumentando esponenzialmenteCrescita demografica di una determinata fascia di età? Una diffusione del virus della lettura che colpisce solo i giovani? No e no. Il segreto del successo dello YA si può ricercare in un paio di elementi, anzi, forse in uno solo: l’assenza di paletti.

Non c’è il paletto dell’etàCome dicevo prima, infatti, questi libri danno un’indicazione da cui partire, ma non ci sono limiti: che tu sia un giovane adulto all’anagrafe, o che tu ti senta così soltanto dentro, ha poca importanza, perché puoi trovare una storia adatta a te con cui crescere e ragionare su chi sei e cosa vuoi, o magari rivedere chi eri quando avevi l’età dei protagonisti e persino ripercorrere errori fatti o solo sfiorati e sentirti forte di come sei diventato. Gli YA, effettivamente, vengono letti da tutti, non solo da un ristretto target, e questo porta a vendite su una scala notevolmente più ampia.


In un  recente studio del Bowker Market Research si conta che, in America, il 55% dei libri venduti, ascrivibili alla “categoria” Young Adult, sono comprati da lettori di età superiore ai diciotto anni. Sicuramente una fetta di pubblico che, anche per disponibilità economica, è portata a comprare un maggior numero di libri.

Non c’è il paletto del genere. Lo YA non è un romanzo storico che leggi perché ami ripercorrere il passato per scoprirne segreti e dettagli, non è un giallo con cui far lavorare la mente per scoprire l’assassino, non è un romance con cui sognare e sospirare, né un thriller per far salire l’adrenalina, ma lo YA è un po’ di tutto questo perché non è un’etichetta di genere. Sotto le sue ali, gli autori si sono messi a mischiare e sperimentare creando cose nuove e portando lettori con passioni diverse a comprare un volume che prima non avrebbero mai sfogliato: il paranormal steampunk, il distopico sci-fi, il fantasy-storico con tocchi di romance e chi più ne ha più ne metta. 

Ecco, quindi, che il ventaglio di lettori si allarga in maniera esponenziale diventando, teoricamente, infinito. Ancora una volta, come per il discorso dell’età, il bacino di utenza fa la differenza, segnando i picchi di vendite degli ultimi anni. Per farvi capire cosa intendo con libertà e molteplicità di genere voglio riportare l’esempio di Chrysalide, linea della Mondadori Ragazzi che si occupa proprio di YA. Durante la Fiera dell’Editoria di Francoforte, sulla sua pagina facebook, Chrysalide ha chiesto ai suoi utenti: 
“I nostri editor sono a Francoforte per la più grande fiera del libro del mondo. È qui che Mondadori Ragazzi seleziona spesso le opere e i generi da proporre in Italia. E voi verso quale genere letterario o libro vorreste che si indirizzassero? La fantascienza pura? Il fantasy storico? Altro? Scriveteci!” 
Le risposte sono state molte e variegateIl distopico è stato il più richiesto, poi si è parlato di fantasy-storico con tocchi romance, di steampunk, di fantasy dagli accenti sci-fi, ma anche qualcosa con tocchi di mitologia o magari ibridi. (QUI il link della pagina). Questo esempio serve a rafforzare il concetto che non ci sono paletti o restrizioni di genere, ma che lo YA è diventato laboratorio di sperimentazione per connubi insoliti e nuovi generi nati dai mash-up di autori con la voglia di nuove sfide. Questo, naturalmente, non dà licenza agli autori (e poi agli editori) di cavalcare l’onda del successo e di scaricare sul mercato prodotti confezionati in fretta e furia o lavori di livello scadente

Un esempio è rappresentato dal “caso Hades”, secondo libro della Halo Series ideata da Alexandra Adornetto, di cui la nostra collaboratrice Valentina Coluccelli ha parlato in questa recensione: http://urbanfantasy.horror.it/2012/10/sacrifice-alexandra-adornetto/.

Un altro esempio potrebbe essere Winter di Asia Greenhorn, criticato nella maggior parte delle recensioni per una “mitologia vampirica” banale e confusa, personaggi piatti e privi di approfondimento, e POV dai repentini cambi destabilizzanti. Che dire invece di Switched di Amanda Hocking? Una scelta innovativa per quanto riguarda le creature fantastiche sulle quali basare la storia, ovvero i trylle (rivisitazione dell’autrice dei troll), ma che perde tutto il suo fascino per il mancato approfondimento (potete leggere una recensione/discussione fatta da Alessandra in questo post http://www.diariodipensieripersi.com/2012/01/damn-azione-gli-epigoni-di-twilight.html).

Per concludere, sì, lo Young Adult, come etichetta, ha raccolto negli anni sempre maggiori consensi destando anche la curiosità di un’inaspettata fascia di età a cui, inizialmente, questi libri non erano destinati. I segreti di tale successo sono riconducibili alla vastità di generi che sotto questa etichetta si vanno a raccogliere (generi che lasciano gli autori liberi di sperimentare) e alla mancanza di “rigidi paletti” che delimitano l’età dei destinatari.

Questo boom su grande scala, però, rischia di obnubilare autori ed editori che, attirati da un facile successo, sdoganano in libreria lavori confezionati velocemente, tanto per cavalcare la cresta dell’onda, e che, “pompati” da una forte pubblicità mediatica, promettono ciò che poi non mantengono: la pubblicazione di un bel libro, curato e originale.

4 commenti:

  1. In questo periodo sto trascorrendo diverse settimane nel Regno Unito e qui il fenomeno YA è un po' meno esteso che negli Stati Uniti - il che non sorprende perché in USA è un vero boom - e in Italia.

    Con questo non voglio assolutamente dire che qui certe serie come quella di Hunger Games non vendano, ma nelle librerie la maggior parte dello spazio e dell'interesse è la general fiction, seguita a ruota dal Crime, a conquistarli. Da Waterstone's il termine YA o Young Adult non viene nemmeno utilizzato e si parla genericamente di Teen fiction e se non vado errando lo stesso vale per Blackwell (ma dovrei andare a ricontrollare); WHSmith distingue tra Young Adult e Teen Fiction; The Works rappresenta un discorso a parte perché propone delle grosse offerte sulla narrativa in generale, in cui rientra anche lo YA, ma senza che gli si assegni un luogo fisico o mentale preciso; quanto alle librerie indipendenti sono indipedenti e perseguono una loro caratteristica originalità.

    Non ho la possibilità di monitorare con precisione la situazione online, ma credo che, anche in questo caso, il trend sia simile a quello della vendita in libreria.

    Negli ultimi anni ho incominciato anch'io a leggere qualche libro Young Adult, ma i miei numeri sono decisamente scarsi. In ogni caso, ho davvero apprezzato i libri di Libba Bray che mi è capitato di leggere finora e mi sono fatta coinvolgere dalla Trilogia delle gemme di Kerstin Gier... Fatico a ricordarmi altro: ne ho letti davvero pochi e non posso giudicare. Un paio di cose, tuttavia, mi è sembrato di notarle: una scrittura decisamente ariosa, scorrevole, con frasi non troppo lunghe, poche subordinate; un abile uso dei dialoghi per fornire informazioni al lettore e, nel frattempo, far evolvere la trama (questa è una caratteristica forte nella Gier, per esempio); spesso i colpi di scena alla fine di un capitolo per incoraggiare a proseguire la lettura nel successivo.

    Un'altra cosa, credo anch'io che la letteratura per ragazzi sia diversa dal fenomeno YA, anche se spesso capita che nelle stesse fasce di età si leggano entrambe. Ho parlato della Gier, ecco se tendo a identificare la sua Trilogia delle gemme come YA, identifico la trilogia di Gideon il tagliaborse di Linda Buckley Archer come letteratura per ragazzi (a proposito, la consiglio a chi è interessato ai viaggi nel tempo).

    Ludo.

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    1. Ciao Ludo,
      grazie per la tua panoramica sul Regno unito.
      Anche in America spesso sugli scaffali si trova il cartello Teen Fiction e in una foto dell'articolo si vede un'isola di libri col cartello Teen titles.
      In Italia, nelle librerie la distinzione di scaffale non è ancora arrivata su tutto il territorio. Ti dirò, alla Feltrinelli della mia zona, YA vari, Urban fantasy e Paranormal per adulti stanno tutti insieme sotto l'etichetta Horror che però inizia con gli horror veri.
      Credo che la distinzione sia utilizzata solo da addetti ai lavori e coloro che di libri ne parlano. serviva un modo per chiamare questi libri e il target a cui erano destinati e si è iniziato a usare questo.
      I giornali e i blog parlano di questa ascesa come di un fenomeno che riguarda più paesi e, l'Inghilterra non fa eccezione, anche se, forse ogn nazione è ad un diverso stadio. L'Italia che guarda tantissimo l'America per i nuovi trend, probabilmente è più avanti nella scalata. Oppure, da noi, c'è semplicemente un terreno più fertile, non saprei...
      Grazie mille per il tuo intervento.
      Vik

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  2. Non so ..., non sono molto d'accordo sul fatto che lo Y.A. venga apprezzato dagli adulti alla maniera di ogni altro libro, quando è ben fatto ( quelli scarsi non li considero nemmeno, Y.A. o no son tutti brutti), almeno secondo la mia esperienza non è così
    Ho letto da pochissimo "La stella nera di New York" di Libba Bray ( italiano della traduzione in certi punti scorretto assai), mi sono resa conto del fatto che effettivamente è ben strutturato ma per tutta la lettura ho pensato bello ma se lo avessi letto da adolescente lo avrei apprezzato di più ... ora come ora leggendolo mi manca qualcosa ... l'ho apprezzato come apprezzerei una bella favola per bambini, mi piace leggerla ma non mi incanta più come da piccola, la stessa cosa con gli Y.A., vedi che son ben fatti ma non ti portano più al distacco dalla realtà e all'immersione totale, proprio per le loro caratteristiche , frasi semplici brevi, concetti facili,sentimenti istantanei...ecc
    No decisamente gli Y.A. non fanno per nulla per me, ed è giusto così, sono adulta e mi soddisfa veramente legger libri per adulti.
    I generi urban fantasy. steampunk, sci-fi. ecc... li adoro e spero che insieme alla marea Y.A. arrivino anche sempre più libri per adulti.

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    1. Ciao!
      Guarda, il prossimo articolo, seguito ideale di questo, parla proprio del fenomeno "adulti che leggono YA".
      Io sono tra quegli adulti, ed esempio e ti dirò, li leggo perchè sono libri e per le loro storie, ma, naturalmente, non leggo solo quello.
      Certo, si deve distinguere, perché tra le molte letture, ho notato che ci sono diversi livelli. Ci sono quelli copia/incolla buttati li per cavalcare il successo, ci sono quelli carini ma leggeri e con quel quid da migliorare(magari frutto di autori alla prima esperienza, che quindi mancano di quel carattere e di quello spessore che un veterano potrebbe dargli). Poi, ci sono quelli belli, ben scritti, ben strutturati, con bei personaggi. In questi casi, non conta che la storia sia quella di adolescenti, conta solo che sia una bella storia, che magari, vista l'età "avanzata" dell'utente non lo farà sognare ad occhi aperti o scordare il mondo, ma farà il suo lavoro. Farà pensare, farà tifare lo spettatore per i protagonisti, farà rinunciare a ore di sonno pur di leggere un'altra pagina.
      Almeno, questo è il mio pensiero.
      Grazie di aver scritto e di avermi fatto dare uno sguardo anche ad altre realtà. Sono sicura che ci sono persone che lo Ya proprio non lo tollerano e altre che lo leggono di tanto in tanto, ma se lo sentono un pò come un vestito troppo stretto, perché non riescono a trovarlo pienamente soddisfacente.
      E', giustamente, una questione di gusti.
      Vik

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